Pubblicato il 15 Febbraio 2026
L’intervento a Monaco
Da Bruxelles arriva un messaggio netto: la Russia non può essere considerata una superpotenza. A ribadirlo è stata l’Alta rappresentante dell’Unione europea per la politica estera, Kaja Kallas, intervenendo a Monaco.
Secondo Kallas, è necessario mantenere uno sguardo realistico sulla situazione attuale. Dopo oltre dieci anni di conflitti e quattro anni di guerra su larga scala, Mosca ha registrato progressi territoriali minimi rispetto alle linee del 2014.
Il costo umano ed economico del conflitto
Il prezzo pagato, ha sottolineato, è stato altissimo: circa 1,2 milioni di vittime. Un bilancio che, nelle parole dell’Alta rappresentante, evidenzia la sproporzione tra sacrifici e risultati ottenuti.
Kallas ha inoltre descritto un Paese profondamente indebolito: un’economia in grave crisi, l’isolamento dai mercati energetici europei e un numero crescente di cittadini che lasciano la Russia. Elementi che, a suo avviso, mostrano un sistema sotto pressione e lontano dall’immagine di potenza globale.
Il rischio dei negoziati
Per la responsabile della diplomazia europea, il pericolo più concreto oggi non è l’avanzata militare russa. La vera minaccia è che Mosca riesca a ottenere al tavolo negoziale più di quanto sia riuscita a conquistare sul campo di battaglia.
Un avvertimento che invita l’Europa a mantenere fermezza e coerenza nella gestione del conflitto e delle eventuali trattative future.

