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La Difesa mette all’asta oltre 16mila moschetti Beretta: vendita in un unico lotto

Pubblicato il 15 Luglio 2026

Più di 16mila moschetti Beretta saranno messi in vendita attraverso un’unica asta pubblica indetta dall’Agenzia Industrie Difesa, ente del Ministero della Difesa. Si tratta di 16.165 armi dichiarate fuori servizio dalla Marina militare, che saranno cedute al miglior offerente tramite una procedura telematica.

L’operazione riguarda un lotto unico: chi si aggiudicherà la gara dovrà acquistare l’intera quantità di armi e occuparsi del ritiro del materiale dai depositi militari.

Il bando della Difesa: scadenza il 27 luglio

La procedura, identificata con il codice “Asp 6423651”, è stata pubblicata sul portale della Difesa il 25 giugno 2026.

Le offerte dovranno essere presentate entro le ore 10 del 27 luglio, mentre il termine per eventuali richieste di chiarimento è scaduto il 13 luglio.

La vendita si svolgerà completamente online attraverso la piattaforma Acquisti in rete della pubblica amministrazione.

Dove sono custoditi i 16.165 moschetti

Le armi sono attualmente distribuite in tre strutture della Marina militare:

  • 8.404 moschetti si trovano nell’Arsenale militare marittimo di La Spezia;
  • 7.512 armi sono custodite nell’Arsenale militare marittimo di Taranto;
  • 249 moschetti sono depositati ad Augusta, in Sicilia.

Secondo la documentazione tecnica allegata al bando, tutti i moschetti saranno venduti privi di caricatore.

Le caratteristiche dei Beretta messi in vendita

Il lotto comprende moschetti automatici Beretta calibro 9 millimetri Parabellum, con funzionamento a massa battente e possibilità di fuoco sia semiautomatico sia automatico.

Le principali caratteristiche tecniche indicate nel bando sono:

  • cadenza teorica di circa 600 colpi al minuto;
  • lunghezza complessiva di 95 centimetri;
  • canna lunga 32 centimetri;
  • peso di circa 4,2 chilogrammi con caricatore vuoto.

Le armi saranno cedute nello stato in cui si trovano: l’acquirente non potrà successivamente contestare condizioni di conservazione o richiedere garanzie sul materiale acquistato.

Offerta libera, ma si compra tutto il lotto

La procedura prevede che gli interessati presentino un’offerta per l’intero blocco di 16.165 moschetti.

L’asta potrà essere assegnata anche in presenza di una sola offerta valida, ma l’Agenzia Industrie Difesa si riserva la possibilità di non procedere alla vendita, sospendere la gara o respingere proposte considerate non convenienti.

Gli operatori interessati potranno inoltre effettuare sopralluoghi nei depositi militari, previa autorizzazione e nel rispetto delle norme di sicurezza.

Chi può partecipare alla gara

La vendita non è aperta ai privati cittadini né ai semplici collezionisti.

Gli operatori italiani dovranno possedere la licenza prevista dall’articolo 28 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, necessaria per attività come fabbricazione, detenzione, vendita e trasporto di armi da guerra.

Sono ammessi anche operatori stranieri, purché in possesso delle autorizzazioni equivalenti previste nei rispettivi Paesi e disponibili a ottenere tutti i permessi necessari per il trasferimento internazionale delle armi.

Esportazione e destinazione finale sotto controllo dello Stato

Il materiale oggetto dell’asta rientra nella normativa che disciplina esportazione, importazione, transito e trasferimento dei materiali d’armamento.

Le armi automatiche sono infatti comprese tra i materiali regolati dalla legge 185 del 1990, che prevede controlli e autorizzazioni statali.

Per questo motivo, la destinazione finale dei moschetti non può essere stabilita in anticipo e dipenderà dall’identità dell’aggiudicatario e dalle autorizzazioni successive.

Prezzo e modalità di pagamento

Nei documenti pubblicati dalla Difesa non è indicato un prezzo base d’asta né una stima complessiva del valore del lotto.

La gara partirà con un’offerta libera: vincerà la proposta economica più alta, dopo la valutazione della congruità da parte della Marina militare.

L’aggiudicatario dovrà:

  • versare l’intero importo entro 30 giorni dalla firma del contratto;
  • presentare una garanzia definitiva pari al 20% del valore dell’offerta;
  • sostenere tutte le spese relative a contratto, tasse, movimentazione e trasporto.

Il ritiro delle armi potrà iniziare solo dopo il pagamento completo e la consegna della garanzia. In caso di ritardi sono previste penali pari allo 0,1% dell’importo giornaliero, fino a un massimo del 20%.

Possibile interesse del mercato collezionistico

Secondo alcune ipotesi avanzate dalla rivista specializzata Armi e Tiro, una parte del materiale potrebbe essere destinata alla demilitarizzazione e successiva immissione nel mercato collezionistico, oppure all’acquisto da parte di corpi di polizia o istituzioni straniere.

Il nome dell’aggiudicatario e il valore finale della vendita saranno resi pubblici dall’Agenzia Industrie Difesa al termine della procedura.

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