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Whatsapp

La Russia vuole chiudere WhatsApp: tensione con Meta

Pubblicato il 12 Febbraio 2026

Il tentativo di blocco e l’accusa di pressione sugli utenti

La Russia intensifica lo scontro con WhatsApp, l’app di messaggistica più diffusa al mondo. Nelle ultime ore, secondo quanto denunciato dai canali ufficiali di Meta, le autorità russe avrebbero tentato di bloccare il funzionamento dell’applicazione con l’obiettivo di spingere gli utenti verso una piattaforma controllata dallo Stato.

Nel messaggio diffuso dalla società si parla apertamente di un tentativo di costringere milioni di persone ad abbandonare WhatsApp per migrare su un servizio governativo. Una mossa che, secondo l’azienda, metterebbe a rischio la libertà di comunicazione privata e sicura nel Paese.

Mosca promuove un’alternativa statale

Già nei giorni scorsi il governo russo aveva imposto restrizioni anche a Telegram, invitando i cittadini a utilizzare Max, un servizio di messaggistica sviluppato su impulso delle autorità russe. La piattaforma, secondo quanto riportato, da inizio settembre risulta preinstallata su smartphone, tablet e smart tv venduti sul territorio nazionale.

Meta ha evidenziato che escludere oltre 100 milioni di utenti dalla possibilità di comunicare in modo sicuro rappresenta un grave passo indietro, sottolineando di essere impegnata a fare tutto il possibile per garantire la continuità del servizio.

Il Cremlino: “Meta rispetti le leggi russe”

Sulla vicenda è intervenuto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che all’agenzia Tass ha ribadito la posizione di Mosca: WhatsApp e la casa madre Meta devono conformarsi alle normative russe.

Peskov ha spiegato che, in caso di adeguamento, potrebbe aprirsi un dialogo con le autorità per trovare un’intesa. Al contrario, se l’azienda continuerà a non rispettare le leggi russe, non ci saranno margini per un accordo né per il ripristino completo del servizio.

L’ente russo per il controllo delle telecomunicazioni ha confermato di aver adottato misure per rallentare WhatsApp, motivando la decisione con presunte violazioni normative. Secondo Mosca, l’applicazione sarebbe utilizzata anche per organizzare attività terroristiche e per compiere truffe ed estorsioni ai danni dei cittadini.

Lo scontro tra il governo russo e Meta si inserisce in un contesto più ampio di crescente controllo statale sulle piattaforme digitali e sulle comunicazioni online all’interno del Paese.

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