Pubblicato il 12 Febbraio 2026
Un contesto economico in rapido peggioramento
Nel corso di un intervento davanti ai leader dell’Unione europea, Mario Draghi ha richiamato l’attenzione sul peggioramento del quadro economico rispetto al momento in cui aveva presentato il suo precedente rapporto. Secondo quanto riferito da un funzionario europeo, l’ex presidente del Consiglio ha sottolineato con forza l’urgenza di affrontare i nodi strutturali già evidenziati in passato, ribadendo che il tempo a disposizione per intervenire si sta riducendo.
I nodi strutturali: mercato unico, energia e capitali
Nel suo discorso, Draghi si è concentrato su una serie di questioni strategiche per la competitività europea. Tra i punti centrali ha indicato la necessità di abbattere le barriere ancora presenti nel mercato unico, che continuano a ostacolare una piena integrazione economica tra gli Stati membri.
Altro tema cruciale è stato quello della frammentazione dei mercati azionari europei, che limita la capacità dell’Unione di competere con altre grandi economie. In questo contesto, Draghi ha richiamato l’attenzione sugli sforzi necessari per mobilitare il risparmio europeo, convogliandolo verso investimenti produttivi.
Non è mancato il riferimento al costo dell’energia, considerato un fattore determinante per la competitività delle imprese. L’ex premier ha inoltre evocato la possibilità di introdurre una preferenza europea mirata in specifici settori strategici, al fine di rafforzare l’autonomia industriale dell’Unione.
Infine, Draghi ha toccato il tema del processo decisionale europeo, suggerendo che, se necessario, si possa ricorrere alle cooperazioni rafforzate previste dai trattati, così da accelerare l’avanzamento di alcuni dossier considerati prioritari.
Il confronto con i leader Ue
Dopo l’intervento si è aperto un dibattito definito “molto sostanziale” dalle fonti europee. I leader hanno sollevato interrogativi su questioni chiave come le difficoltà negli investimenti, l’Unione dei risparmi e degli investimenti, il funzionamento del mercato energetico, le regole sulle fusioni e il ruolo internazionale dell’euro.
Secondo fonti diplomatiche, Draghi avrebbe dedicato almeno un quarto d’ora del suo intervento a ribadire con determinazione la centralità degli investimenti per il rilancio europeo. Un tema già ampiamente sviluppato nel suo precedente report, dove veniva evidenziata con chiarezza anche la necessità di agire attraverso strumenti comuni, incluso il debito condiviso, per sostenere la crescita e affrontare le sfide future.

