Pubblicato il 6 Ottobre 2026
Una verifica amministrativa su un compro oro di Latina si è conclusa con la contestazione di diverse irregolarità in materia antiriciclaggio e con la sospensione della licenza per 30 giorni. L’attività è stata condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina nell’ambito dei controlli sugli operatori che commerciano oggetti preziosi. Gli accertamenti sono stati eseguiti dalle unità specializzate del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e hanno riguardato il rispetto degli obblighi previsti dalla normativa per il settore.
Verifiche sui clienti e sulle operazioni
L’attenzione dei finanzieri si è concentrata innanzitutto sulle procedure di identificazione della clientela, necessarie per acquisire i dati delle persone che cedono oggetti preziosi. Sono stati inoltre verificati gli adempimenti relativi alla conservazione della documentazione: dati del cliente, informazioni sulle operazioni effettuate, copia dei documenti di riconoscimento e fotografie degli articoli ceduti.
Un altro capitolo dei controlli ha riguardato le segnalazioni di operazioni sospette, che devono essere effettuate quando l’esercente sappia, sospetti o abbia motivi ragionevoli per ritenere che siano in corso, siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, oppure quando i fondi possano avere origine illecita.
Sotto esame anche l’uso del contante
Le verifiche hanno interessato anche il rispetto del divieto di trasferimento di denaro contante previsto dalla normativa antiriciclaggio. Al termine dell’attività, le Fiamme Gialle hanno rilevato irregolarità amministrative attribuite al titolare dell’esercizio. Le violazioni accertate sono state quindi segnalate agli organi competenti.
Sanzioni fino a 244.500 euro
Per le irregolarità contestate, il quadro sanzionatorio prevede importi che possono variare da 20.500 euro fino a 244.500 euro. A seguito del procedimento amministrativo, la Questura di Latina ha emesso un decreto di sospensione della licenza per il commercio di oggetti preziosi per complessivi 30 giorni.
L’attività, secondo quanto evidenziato dalla Guardia di Finanza, si inserisce nel più ampio impegno di contrasto al riciclaggio e al reimpiego di denaro di provenienza illecita e testimonia la collaborazione operativa con la Polizia di Stato.
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