Pubblicato il 10 Marzo 2026
Verifiche nei settori della ristorazione e dell’edilizia
Nei primi mesi dell’anno la Guardia di Finanza di Caltanissetta ha intensificato le attività di controllo in diversi ambiti economici, concentrando l’attenzione in particolare sui settori della ristorazione e dell’edilizia. Le verifiche hanno portato alla scoperta di numerose irregolarità legate all’impiego di personale non regolarmente assunto.
Nel corso degli accertamenti sono state controllate quattro attività ristorative nel capoluogo e tre nella provincia nissena, dove i finanzieri hanno individuato 35 lavoratori dipendenti impiegati in nero o in modo irregolare.
Violazioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro
Dalle verifiche è emerso che molti dei lavoratori operavano senza le tutele previste dal Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, una situazione che espone i dipendenti a rischi significativi.
Tra le irregolarità più gravi rilevate figurano la mancata redazione del Documento di Valutazione dei Rischi e del piano di emergenza, oltre all’assenza delle figure responsabili della sicurezza, come gli addetti antincendio. In diversi casi è stata riscontrata anche la mancata formazione del personale sui rischi professionali.
Mancata comunicazione dei rapporti di lavoro
Oltre alle violazioni legate alla sicurezza, gli investigatori hanno accertato la mancata comunicazione dell’assunzione dei lavoratori al Centro per l’Impiego, un obbligo previsto dalla normativa vigente.
Per i datori di lavoro che impiegano personale irregolare sono previste sanzioni economiche molto elevate, che possono variare da un minimo di 1.950 euro fino a 46.800 euro per ciascun lavoratore non regolarmente assunto.
Possibile sospensione dell’attività per alcune imprese
In tre delle sei aziende controllate è stata rilevata una situazione ancora più grave: la presenza di lavoratori in nero superava il 10% del personale complessivamente impiegato.
Per questo motivo è scattata la segnalazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, che potrà valutare la sospensione dell’attività imprenditoriale fino alla regolarizzazione della situazione.
Pagamenti in contanti e buste paga non consegnate
Le verifiche della Guardia di Finanza hanno inoltre portato alla luce altre violazioni di carattere amministrativo, tra cui il pagamento degli stipendi in contanti, in contrasto con l’obbligo di tracciabilità previsto dalla legge.
In diversi casi è stata accertata anche la mancata consegna dei prospetti paga ai lavoratori, un ulteriore illecito che comporta sanzioni amministrative che possono superare i 10 mila euro.

