Pubblicato il 28 Maggio 2026
Sta per cambiare in modo significativo il modo in cui vengono pubblicate le offerte di lavoro in Europa. Con la direttiva UE 970 del maggio 2023 sulla trasparenza retributiva, tutti gli annunci dovranno indicare chiaramente lo stipendio o una fascia salariale già prima del colloquio.
Gli Stati membri dovranno adeguarsi entro il 30 giugno, introducendo regole più rigide per garantire maggiore chiarezza ai candidati e contrastare il divario retributivo di genere.
Obiettivo: meno disparità e più trasparenza
La normativa europea punta in particolare a ridurre il cosiddetto gender pay gap, cioè la differenza di salario tra uomini e donne a parità di lavoro o ruolo equivalente.
Tra i principi cardine della direttiva c’è l’obbligo per le aziende di indicare negli annunci:
- lo stipendio iniziale previsto
- oppure una forbice retributiva (minimo e massimo)
Queste informazioni dovranno essere comunicate prima del colloquio o direttamente nell’offerta di lavoro.
L’Italia e il recepimento della norma
In vista della scadenza europea, il Consiglio dei ministri italiano ha già approvato un decreto legislativo che introduce l’obbligo per le aziende di comunicare al candidato le informazioni sulla retribuzione prima del colloquio.
L’Italia risulta tra i Paesi più avanzati nell’attuazione della direttiva, insieme alla Slovacchia, mentre altri Stati membri sono ancora in fase di recepimento. In Polonia e Belgio l’applicazione è solo parziale, mentre in molti altri Paesi i parlamenti stanno ancora lavorando alle norme attuative.
Nuove regole per le aziende: stop a domande sugli stipendi passati
La direttiva introduce anche ulteriori cambiamenti nei processi di selezione.
Tra le novità principali:
- divieto di chiedere al candidato la retribuzione precedente
- obbligo di trasparenza sui criteri di crescita salariale
- chiarimento delle componenti che determinano aumenti di stipendio
Restano esclusi alcuni elementi discrezionali o personali, mentre per le imprese italiane è prevista un’esenzione specifica per i cosiddetti superminimi, cioè aumenti individuali rispetto ai contratti collettivi.
Quanto sono già trasparenti le aziende
Secondo una ricerca di Indeed Hiring Lab, in Italia circa il 36% delle aziende inserisce già lo stipendio negli annunci di lavoro, un dato in forte crescita rispetto al 20% registrato a inizio 2025.
Il confronto europeo mostra differenze significative:
- Germania: 12% degli annunci con salario indicato
- Spagna: 17%
- Irlanda, Francia e Paesi Bassi: tra 39% e 48%
- Regno Unito (fuori UE): 56% delle offerte con retribuzione visibile
Il livello di precisione degli stipendi pubblicati
Non tutte le aziende indicano la cifra esatta. In molti casi viene riportata solo una fascia.
La quota di annunci con salario preciso è la seguente:
- Francia e Spagna: 24%
- Italia: 10%
- Paesi Bassi: 8%
Il quadro generale mostra quindi una forte tendenza europea a indicare ancora range salariali piuttosto che cifre definitive, anche se la direzione normativa punta a una maggiore chiarezza e uniformità.

