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L’Etna di nuovo in attività, torna l’incubo cenere? Ecco cosa dice il vulcanologo Marco Neri

L’attività dell’Etna di questa mattina ha mostrato delle singole esplosioni con emissioni di cenere diluita. Ecco la risposta del dottor Marco Neri.

L’Etna torna a far sentire la sua voce dopo un periodo di pausa. L’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia comunica che a partire dalle ore 10,16 si osservano singole esplosioni al cratere di Nord-Est con emissioni di cenere diluita che si disperde immediatamente nell’area sommitale.

Il fenomeno è ancora in corso, ma non si segnalano variazioni significative nell’ampiezza media del tremore vulcanico, che mostra valori medi e medio-bassi. La sorgente è localizzata nell’area dei crateri Bocca Nuova e Voragine a una elevazione di circa 2.800 metri sopra il livello del mare.

L’attività infrasonica è su livelli bassi, sia come numero che come ampiezze, e risulta ubicata in corrispondenza della Bocca Nuova. Le reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo Gnss e clinometriche non mostrano variazioni significative.

Marco Neri, esperto vulcanologo dell’Ingv, ha spiegato come l’attività di oggi sia soltanto un po’ più intensa rispetto al normale stato del vulcano e come le quantità di cenere emessa siano modeste. Tutto questo porta la stessa cenere a cadere sul suolo in prossimità del cratere e in alta quota, cosa che non la fa arrivare alle città, mentre il vento spira in direzione sud-ovest.

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