« Torna indietro

Littizzetto contro la Svizzera: polemica sulle fatture dopo il rogo di Crans-Montana

Pubblicato il 4 Maggio 2026

Il caso delle spese mediche

Nella puntata del 3 maggio di Che tempo che fa, Luciana Littizzetto ha affrontato il tema delle fatture inviate dalla Svizzera all’Italia per le cure dei tre giovani coinvolti nell’incendio di Crans-Montana.
Si tratta di documenti a scopo informativo, ma che rientrano negli accordi internazionali che prevedono il rimborso tra Stati per le spese sanitarie.

La questione ha acceso il dibattito anche a livello istituzionale: l’ambasciatore italiano in Svizzera ha sottolineato che, se queste sono le regole, l’Italia potrebbe rinunciare a chiedere rimborsi analoghi, invitando Berna a fare altrettanto.

La “letterina” in tv

Nel suo consueto monologo, la comica ha letto una delle sue “letterine”, questa volta indirizzata alla Svizzera, con toni ironici ma anche molto critici.
Littizzetto ha descritto il Paese come simbolo di precisione e rispetto delle regole, per poi mettere in discussione questa immagine alla luce della vicenda.

Le accuse sulla sicurezza

Nel suo intervento, ha evidenziato una presunta contraddizione: rigore nel chiedere rimborsi, ma meno attenzione nei controlli sulla sicurezza.
Ha ricordato che, secondo le norme, i locali dovrebbero rispettare limiti di capienza, utilizzare materiali ignifughi e garantire uscite di sicurezza libere, elementi che, a suo dire, non sarebbero stati adeguatamente rispettati nel caso dell’incendio.

Una critica al doppio standard

Il punto centrale del monologo è stato il tema della coerenza: “la legge vale sempre o solo quando conviene?”, ha sottolineato la comica.
Secondo Littizzetto, essere un modello di efficienza significa assumersi responsabilità anche nei momenti difficili, non solo applicare rigidamente le regole burocratiche.

L’appello finale

Nel passaggio conclusivo, la comica ha invitato la Svizzera a mostrare maggiore sensibilità davanti a una tragedia, sostenendo che in situazioni simili non dovrebbe prevalere la logica amministrativa, ma quella umana.

Il suo intervento ha riacceso il dibattito su una vicenda ancora aperta, in cui si intrecciano norme internazionali, responsabilità e considerazioni etiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *