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pazienti no covid

Long covid, l’iceberg della pandemia: 60% in più di disturbi mentali

Pubblicato il 17 Febbraio, 2022

Lo chiamano Long Covid e non colpisce solo il corpo, ma anche la psiche. Chi ha affrontato la malattia da SARS-CoV2 ha infatti un rischio del 60% più alto di sviluppare disturbi mentali entro un anno dall’infezione. Ansia, depressione e problemi di sonno i più frequenti.

Pazienti no covid

A dimostrarlo è una ricerca pubblicata sul British Medical Journal (Bmj) che evidenzia come il rischio sia maggiore tra chi ha avuto una forma severa di malattia, ma emerga anche tra coloro che non hanno avuto bisogno di ricovero ospedaliero.

Nello specifico, lo studio mostra come, a meno di un anno dall’infezione, tra i guariti si registri un aumento di diagnosi o prescrizione di farmaci per disturbi mentali pari a 64 casi in più ogni 1.000 persone rispetto a chi non ha contratto il virus.

Il rischio di sviluppare disturbi psichici

La ricerca, denominata “Pazienti no Covid, l’iceberg della pandemia“, si riferisce al periodo marzo 2020-maggio 2021 e mostra che nella popolazione generale il rischio di sviluppare sintomi psichici è aumentato fino al 95%, l’aumento di dipendenze patologiche è del 90% ed è aumentato dell’85% il consumo di farmaci non soggetti a prescrizione come gli ansiolitici e gli psicotropi”.

I dati raccolti in questo studio sono stati raccolti con “l’obiettivo di evidenziare le maggiori criticità emerse – a spiegarlo è la Fondazione The Bridge che ha tracciato il quadro emerso in questa ricerca – rispetto alla gestione, alla presa in carico, alla qualità della vita e allo stato di salute dei pazienti nel periodo pandemico”.

Bonus salute mentale

Sono dati allarmanti che non possono non essere presi in considerazione dal Governo – pone in risalto attraverso l’Ansa, Rosaria Iardino, presidente di Fondazione The Bridge che spiega – ci sono milioni di italiani che, pur non essendo malati mentali, non stanno bene, hanno una condizione di malessere, fatica e dolore psicologico. Un bisogno diffuso che richiede una risposta psicologica sul piano dell’ascolto, sostegno ma anche prevenzione e potenziamento delle risorse personali e collettive”. Sul web è intanto partita una petizione popolare per chiedere al Governo italiano di introdurre il Bonus Salute Mentale.

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