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Lucca, incendio sul Monte Faeta: centinaia di ettari distrutti e migliaia di evacuati

Pubblicato il 1 Maggio 2026

Emergenza nella notte: vento e fiamme fuori controllo

Un vasto incendio ha colpito il Monte Faeta, in provincia di Lucca, dove circa 800 ettari di territorio sono stati divorati dalle fiamme. Durante questa notte, 30 aprile 1 maggio, le condizioni meteo avverse hanno aggravato la situazione: il forte vento ha alimentato il rogo, rendendo necessario evacuare in via precauzionale circa 3.000 persone nelle zone di Asciano e San Giuliano Terme.

A rendere nota la gravità dell’emergenza è stato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, attraverso un aggiornamento ufficiale.

Imponente macchina dei soccorsi

Per fronteggiare l’incendio è stato mobilitato un vasto dispositivo di emergenza. Sono operativi senza sosta quattro Canadair, insieme ad altri mezzi aerei e a numerose squadre a terra, composte da centinaia di operatori del sistema regionale antincendi boschivi e dai Vigili del Fuoco.

Parallelamente, è stato attivato il sistema di protezione civile e sanitario, con l’obiettivo di assistere la popolazione evacuata, in particolare le persone più vulnerabili. Tra le misure adottate figurano cucine da campo, supporto logistico e assistenza notturna per gli sfollati.

Operazioni rese difficili dal maltempo

Le operazioni di spegnimento risultano particolarmente complesse a causa del vento, che continua a spingere il fronte del fuoco. L’estensione dell’area colpita è stimata intorno agli 800 ettari, un dato che evidenzia la portata dell’emergenza.

Dalle prime ore del mattino, sono entrati in azione tre Canadair provenienti dalle basi di Ciampino e Genova, rafforzando ulteriormente gli interventi già in corso.

Vigili del fuoco ancora al lavoro

L’attività dei soccorritori prosegue senza interruzioni, con l’obiettivo di contenere e domare le fiamme nel più breve tempo possibile. La situazione resta critica, ma sotto costante monitoraggio da parte delle autorità e delle squadre impegnate sul campo.

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