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M5S all’Ars: “Lombardo si dimetta anche da questore”

Pubblicato il 8 Ottobre 2026

I deputati pentastellati contestano la permanenza nell’incarico

La decisione di Giuseppe Geremia Lombardo di lasciare le commissioni Bilancio e Salute, mantenendo però il ruolo di questore dell’Ars, viene duramente contestata dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana.

Secondo i deputati M5S, la permanenza nell’incarico sarebbe difficilmente conciliabile con la pesante accusa di corruzione che riguarda Lombardo. Sarà la magistratura, sottolineano i parlamentari, a stabilire eventuali responsabilità, ma nel frattempo chiedono le dimissioni anche dal collegio dei questori.

L’obiettivo, spiegano, sarebbe quello di tutelare l’immagine dell’Assemblea regionale, già messa a dura prova dagli ultimi scandali che hanno coinvolto esponenti del centrodestra.

L’indennità aggiuntiva e le competenze sul bilancio dell’Ars

Il gruppo M5S pone l’accento anche sulle prerogative legate al ruolo di questore. L’incarico prevede infatti un’indennità aggiuntiva a carico del bilancio dell’Ars e attribuisce al componente del collegio competenze relative alla gestione delle risorse dell’Assemblea.

I deputati evidenziano inoltre che Lombardo avrebbe la possibilità di avvalersi di collaboratori e sostengono che, nel corso dell’attuale legislatura, ne siano stati impiegati a rotazione almeno una trentina.

Per il Movimento 5 Stelle, quindi, la questione non riguarderebbe soltanto l’opportunità politica, ma anche la gestione di risorse pubbliche e le funzioni attribuite al collegio dei questori.

Critiche anche sulla sostituzione in commissione

Nel mirino dei parlamentari pentastellati finisce anche la scelta di sostituire Lombardo nella Seconda commissione con Di Mauro, che, secondo quanto affermato dal gruppo M5S, sarebbe a sua volta coinvolto in un procedimento giudiziario con accuse definite dagli stessi deputati particolarmente rilevanti.

Una decisione che, a loro giudizio, rischierebbe di non risolvere il problema politico sollevato dalla vicenda.

L’attacco a Schifani e al centrodestra

Le critiche del M5S si estendono infine al presidente della Regione Renato Schifani, accusato dai parlamentari di concentrarsi sulla gestione delle tensioni interne alla maggioranza e sulla difesa della propria posizione politica.

Secondo il gruppo pentastellato, Schifani dovrebbe invece chiedere “massimo rigore” ai Popolari e Autonomisti e intervenire sulle vicende giudiziarie che coinvolgono esponenti della maggioranza.

Nel loro attacco, i deputati M5S richiamano anche la presenza in giunta di indagati e imputati, accusando il governo regionale di non avere adottato, a loro avviso, una linea sufficientemente rigorosa di fronte agli scandali che hanno coinvolto esponenti del centrodestra.

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