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Madre e figlia trovate morte a Villa Pamphili: spunta una testimone chiave

Pubblicato il 12 Giugno 2025

Una testimone rompe il silenzio: “Erano in una tenda con un uomo”

Le indagini sulla tragica morte della giovane donna e della sua bambina di pochi mesi, trovate senza vita a Villa Pamphili, potrebbero aver subito una svolta. Una dipendente del servizio giardini ha raccontato agli inquirenti di aver visto, a fine maggio, una donna con una neonata in braccio accampata in una tenda insieme a un uomo dalla “carnagione olivastra”, oggi irreperibile.

Il piccolo accampamento tra gli oleandri

Secondo la testimone, i tre vivevano in una tenda collocata vicino al muro di cinta di via Leone XIII, parzialmente nascosta da un boschetto di oleandri. Quando la giardiniera li ha notati, ha intimato loro, in inglese, di lasciare il luogo, ricordando che è vietato campeggiare all’interno della villa.

Quell’incontro è avvenuto circa una settimana prima del ritrovamento dei corpi. La donna non ricorda la data precisa, ma colloca l’episodio verso la fine di maggio. Un dettaglio apparentemente minimo, ma fondamentale per gli inquirenti, ancora alla ricerca di elementi chiave in un caso che coinvolge persone ai margini della società.

La tenda sequestrata potrebbe fornire nuovi indizi

Dopo la testimonianza, gli investigatori collegano con certezza la tenda posta sotto sequestro alle vittime. Si tratta di un modello donato da un’associazione umanitaria, destinato a persone senza fissa dimora. Per ottenerla era necessario mostrare un documento d’identità e registrarsi. Anche se la tenda potrebbe essere passata di mano in mano, questa pista apre nuove possibilità investigative.

Autopsia e DNA: luci e ombre

L’esame del DNA ha confermato il legame biologico tra madre e figlia, ma le cause della morte della donna restano oscure. Gli esami non hanno rilevato uso di droghe, né lesioni interne o ferite esterne compatibili con un decesso traumatico. Inoltre, non sono stati trovati segni di soffocamento.

Diversamente, la bambina è morta per strangolamento, un dato certo che aggrava l’ipotesi di un crimine efferato e deliberato.

Indagini a tutto campo: ospedali e mense sotto esame

Nel tentativo di identificare la giovane madre, le forze dell’ordine hanno diffuso le immagini dei suoi tatuaggi, nella speranza che qualcuno possa riconoscerla. Nel frattempo, ospedali e mense per i poveri di tutta Italia sono sotto controllo, nella speranza di raccogliere informazioni che possano portare a dare un nome alle vittime e a rintracciare l’uomo avvistato con loro.

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