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Maldive, conclusa la missione subacquea per il recupero dei cinque sub italiani

Pubblicato il 22 Maggio 2026

Terminata l’ultima operazione nella grotta di Dhekunu Kandu

Si è conclusa la fase operativa della missione internazionale di search & recovery condotta nelle acque di Dhekunu Kandu, nell’atollo di Vaavu alle Maldive, dove nei giorni scorsi sono stati recuperati i corpi dei cinque subacquei italiani morti durante un’immersione.

L’ultima discesa in acqua è stata effettuata dal team finlandese specializzato nei soccorsi subacquei, coordinato da Dan Europe, in collaborazione con le autorità maldiviane e italiane presenti a Malé.

Condizioni meteo difficili durante il recupero

Secondo quanto riferito da Dan Europe, l’operazione finale si è svolta in condizioni particolarmente complicate rispetto ai giorni precedenti.

Forte vento, correnti marine intense e una delicata fase di decompressione hanno reso l’intervento ancora più complesso. Proprio per questo motivo, l’immersione è iniziata con circa un’ora e mezza di ritardo rispetto alla tabella prevista.

I soccorritori hanno lavorato per circa 50 minuti all’interno della grotta sommersa, mentre l’intera immersione è durata complessivamente quasi tre ore.

Recuperati materiali utili alle indagini

Tra gli obiettivi dell’ultima missione c’era anche la cosiddetta “scene clean-up”, ovvero la bonifica dell’area operativa.

I sub hanno provveduto alla rimozione delle sagole guida temporanee e delle attrezzature utilizzate durante le operazioni di recupero, oltre a recuperare ulteriori elementi potenzialmente utili alle indagini.

Secondo Dan Europe, tutte le attività sono state eseguite seguendo procedure internazionali riconosciute, che prevedono il ripristino dell’ambiente e la rimozione delle tracce lasciate dai team operativi.

Tutto il materiale recuperato, comprese le attrezzature appartenenti alle vittime e ai soccorritori, è stato consegnato alla polizia delle Maldive.

Tecnologie avanzate per operare nella grotta sommersa

Le operazioni subacquee sono state condotte attraverso sofisticate tecniche di immersione cave e technical diving.

Il team ha utilizzato:

  • rebreather a circuito chiuso;
  • scooter subacquei Dpv;
  • sistemi di sicurezza ridondanti adatti ad ambienti profondi e ostruiti.

Queste tecnologie hanno consentito ai soccorritori di lavorare a lungo all’interno della cavità sommersa mantenendo elevati standard di sicurezza e una gestione più efficace della decompressione.

Il ringraziamento di Dan Europe

Al termine della missione, Dan Europe ha espresso un ringraziamento a tutte le persone coinvolte nelle operazioni.

L’organizzazione ha sottolineato l’importanza della collaborazione internazionale tra soccorritori, autorità locali e istituzioni italiane, che ha permesso di portare a termine una missione definita particolarmente complessa sotto il profilo tecnico e umano.

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