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I manager guardano avanti, ecco uno studio di AstraRicerche su un campione di 1000 dirigenti

Come vanno le cose in azienda tra ripresa, lavoro che cambia modalità e competenze? Manageritalia lo ha chiesto a un campione di oltre 1.000 dirigenti del terziario intervistati, tra il 13 e il 17 settembre con un questionario online, con il supporto tecnico scientifico di AstraRicerche.

Pubblicato il 3 Ottobre 2021

Come vanno le cose in azienda tra ripresa, lavoro che cambia modalità e competenze? Manageritalia (nella foto d’apertura Mario Mantovani, presidente Manageritalia) lo ha chiesto a un campione di oltre 1.000 dirigenti del terziario intervistati, tra il 13 e il 17 settembre con un questionario online, con il supporto tecnico scientifico di AstraRicerche.

La ripresa

Il polso circa i fatturati è positivo. Ben il 62% dei manager vede il fatturato in crescita rispetto al 2019, ultimo anno pre-pandemia, e nella metà di queste aziende l’aumento supera abbondantemente il 10%, mentre per il 10,4% si prevede una stabilità. Sono un po’ più di un quarto (27,7%) quelli che lo vedono in calo. Tra questi, meno di un manager su dieci valuta il calo definitivo, per gli altri l’obiettivo di tornare al fatturato del 2019 sarà raggiunto nel 2022 (39,7%), nel 2023 (26,3%) e dopo il 2023 (26,9%).

L’impatto sull’occupazione del blocco e sblocco dei licenziamenti

L’ampia maggioranza dei manager e delle aziende dichiara che il blocco dei licenziamenti non ha influito sulla loro politica in termini di assunzioni: abbiamo assunto senza limitazioni (48,6%) o non avremmo comunque assunto (25%). Tra il 26,4% di chi ha modificato il suo comportamento il 9,2% ha bloccato le assunzioni che avrebbero fatto o le ha ridotte (17,2%).

A fronte di questo, dopo lo sblocco dei licenziamenti, solo il 22% prevede di licenziare, mentre il 65% prevede di assumere lavoratori con percentuali di un certo peso sull’attuale forza lavoro. Di fatto tra assunzioni e licenziamenti previsti emerge un saldo positivo del 2,4% rispetto al totale attuale dei lavoratori.

Le principali motivazioni al ricambio (con assunzioni e licenziamenti da parte della stessa azienda) previste sono: competenze professionali diverse (61,8%), più giovani (40,8%), capacità di cambiare e migliorare le dinamiche del team (37,5%), professionalità/ruoli completamente diversi (23,7%) o figure con un costo minore (22,4%).