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Manovra, Giorgetti pensa a una flat tax del 5% sugli aumenti di stipendio dei giovani

Pubblicato il 13 Settembre 2026

L’ipotesi allo studio per la prossima legge di bilancio

Una delle misure allo studio in vista della prossima legge di bilancio riguarda una possibile riduzione della pressione fiscale sugli aumenti salariali destinati ai giovani. A prospettarla è il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, secondo cui una tassazione agevolata potrebbe incentivare le imprese a riconoscere incrementi di stipendio ai lavoratori più giovani.

L’idea prende spunto dall’esperienza dello scorso anno, quando il governo ha introdotto una flat tax del 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali. Secondo Giorgetti, il risultato ottenuto potrebbe essere replicato, con le necessarie modifiche, anche per gli aumenti retributivi destinati agli under una determinata soglia di età.

Un’agevolazione legata agli aumenti salariali

Il meccanismo ipotizzato dal ministro prevederebbe quindi un trattamento fiscale più favorevole per gli incrementi di stipendio riconosciuti dalle aziende ai giovani lavoratori.

Giorgetti ha precisato che si tratta al momento di una proposta che dovrà essere discussa all’interno della maggioranza. La misura richiederebbe inoltre la collaborazione tra imprese e Stato, con le aziende chiamate a riconoscere gli aumenti e il governo a sostenere l’intervento attraverso specifiche agevolazioni fiscali.

L’obiettivo: una politica fiscale più selettiva

Guardando alla prossima manovra, il ministro ha sottolineato la necessità di procedere con interventi mirati e il più possibile equi, evitando di concentrare gli aiuti esclusivamente su alcune fasce della popolazione.

Secondo Giorgetti, sarà necessario effettuare una sorta di ricognizione delle misure già introdotte, verificando limiti di reddito, beneficiari e sovrapposizioni. Il rischio, infatti, è che alcune categorie possano beneficiare di più interventi contemporaneamente mentre altre rimangano completamente escluse.

Particolare attenzione dovrebbe essere riservata anche al ceto medio, considerato importante non soltanto dal punto di vista economico, ma anche sotto il profilo sociale e politico. L’aumento delle disuguaglianze può infatti alimentare tensioni e divisioni all’interno della società.

Investimenti e sostegno alle imprese

Un altro punto indicato da Giorgetti riguarda la necessità di continuare a sostenere l’imprenditorialità e gli investimenti. Per il ministro, la crescita economica passa anche dalla capacità delle imprese di guardare al lungo periodo e di continuare a investire nella propria attività.

Tra gli strumenti citati figura l’iperammortamento, considerato una misura relativamente semplice e diretta per favorire determinati investimenti. La continuità dell’intervento, secondo Giorgetti, può inoltre offrire alle imprese maggiore certezza nel momento in cui devono prendere decisioni di investimento.

Un ruolo viene attribuito anche alla Zes, la Zona economica speciale, rispetto alla quale il ministro ha evidenziato segnali positivi, sostenendo che il Mezzogiorno abbia iniziato a mostrare una nuova dinamica di crescita.

Tassi di interesse e attenzione al debito

Nel suo intervento Giorgetti ha affrontato anche il tema dell’aumento dei tassi di interesse deciso dalla Banca centrale europea per contrastare l’inflazione.

Un costo che, ha spiegato il ministro, si riflette su famiglie, imprese e Stato, soprattutto per chi ha contratto debiti. Quando il costo del denaro cresce, infatti, aumentano anche gli oneri legati al finanziamento.

Per questo motivo, secondo Giorgetti, diventa ancora più importante mantenere sotto controllo il debito e preservare la fiducia dei mercati e dei risparmiatori. La capacità dello Stato di collocare il proprio debito in condizioni sostenibili rappresenta un elemento centrale soprattutto in una fase caratterizzata da tassi di interesse più elevati.

Una manovra all’insegna della selettività

La prossima legge di bilancio si prepara dunque a concentrarsi su misure fiscali mirate, sostegno ai redditi e incentivi agli investimenti. Tra le ipotesi sul tavolo spicca quella di una flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio destinati ai giovani, un intervento che potrebbe essere costruito sulla scia dell’agevolazione già sperimentata per gli aumenti contrattuali.

La proposta dovrà comunque essere valutata dalla coalizione di governo e inserita nel quadro complessivo delle risorse disponibili e delle altre misure previste dalla manovra.

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