Pubblicato il 1 Giugno 2026
Un ritorno atteso per undici anni ha restituito a Maranola una parte importante della sua memoria religiosa e culturale. La comunità della frazione di Formia ha accolto nuovamente il Bambinello di Sant’Antonio, scultura lignea policroma della fine del XVIII secolo, rubata nel maggio 2015 dalla Chiesa della Santissima Annunziata.
Il recupero prima della spedizione all’estero
Il simulacro è stato rintracciato dai Carabinieri della Stazione di Genzano di Lucania durante attività di controllo del territorio e monitoraggio delle piattaforme online di compravendita. Una transazione sospetta ha portato i militari a intervenire in un’abitazione privata, dove l’opera è stata trovata già imballata e pronta per essere spedita all’estero a un acquirente che aveva già effettuato il pagamento.
L’identificazione dell’opera
La conferma è arrivata dalla Banca Dati del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, che ha permesso di collegare la statua recuperata in provincia di Potenza al furto avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 maggio 2015 a Maranola.
La riconsegna durante i festeggiamenti
Dopo il nulla osta al dissequestro, la riconsegna è stata organizzata con le autorità ecclesiastiche in coincidenza con l’apertura dei festeggiamenti per Sant’Antonio da Padova. Il Bambinello è stato accolto in zona Montagnano e consegnato in piazza A. Ricca al parroco don Gerardo Petruccelli dal capitano Marco Capasso, comandante della Compagnia Carabinieri di Venosa.
Alla cerimonia erano presenti anche il capitano Antonio Sarno, comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Formia, e i militari della locale Stazione. La giornata si è conclusa con la messa presieduta dall’arcivescovo di Gaeta, monsignor Luigi Vari, e con l’inaugurazione della mostra “I Bambinelli Maranolesi” nella Chiesa di Sant’Antonio.
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