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La Russa

Marcinelle, il 70° anniversario della tragedia tra proteste e forte tensione

Pubblicato il 8 Agosto 2026

Presidio di manifestanti all’esterno del Bois du Cazier

Il 70° anniversario della tragedia di Marcinelle è stato segnato da proteste, contestazioni e momenti di forte tensione. La cerimonia commemorativa al Bois du Cazier, luogo simbolo della tragedia che nel 1956 costò la vita a 262 minatori, si è svolta in un clima ben diverso da quello delle precedenti commemorazioni.

Già nelle prime ore della mattina, all’esterno dell’area della miniera, un gruppo di manifestanti ha contestato l’arrivo della delegazione italiana, guidata dal presidente del Senato Ignazio La Russa.

Secondo quanto riferito dal quotidiano belga Le Soir, l’intervento della polizia per gestire il presidio sarebbe stato particolarmente deciso.

La protesta durante l’intervento di La Russa

Le tensioni sono proseguite anche durante la cerimonia. Quando Ignazio La Russa ha iniziato il proprio intervento, alcune persone presenti tra il pubblico si sono voltate di spalle verso il palco, dando vita a una protesta plateale.

Il gesto ha suscitato immediate reazioni politiche. Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, ha chiamato in causa la Cgil.

I manifestanti che hanno inscenato la protesta indossavano infatti un fazzoletto con la sigla Fgtb-Cgil, legato a un’iniziativa organizzata il giorno precedente a Charleroi dai due sindacati, quello belga e quello italiano.

La Fgtb ha successivamente precisato che a voltarsi sarebbero stati soltanto alcuni suoi iscritti, mentre Maurizio Landini, presente alla commemorazione, ha spiegato che i rappresentanti della Cgil erano seduti in un’altra zona e non avevano partecipato alla contestazione.

“Un insulto alla memoria delle vittime”

Tra le persone coinvolte nella protesta, Martine Vandevenne ha spiegato all’ANSA le ragioni della contestazione.

Secondo la manifestante, dare la parola a La Russa e a quelle che considera “idee fasciste” rappresenterebbe un’offesa alla memoria delle vittime e dei lavoratori che hanno combattuto per i propri diritti proprio in quel luogo.

La contestazione ha quindi assunto anche un forte significato politico, intrecciandosi con la memoria della tragedia mineraria e con il tema della difesa dei lavoratori.

Il duro intervento del sindaco di Charleroi

A rendere ancora più acceso il clima è stato poi l’intervento di Thomas Dermine, sindaco di Charleroi ed esponente del Partito Socialista belga.

Nel corso di un lungo discorso, Dermine ha criticato duramente chi, a suo giudizio, sostiene di difendere i lavoratori mentre contemporaneamente “chiude le frontiere”.

Il sindaco ha inoltre ribadito più volte l’identità politica della città, definendo Charleroi “una città antifascista”.

Le sue parole hanno raccolto numerosi applausi tra le persone presenti nel piazzale del Bois du Cazier. In prima fila, La Russa ha seguito l’intervento accompagnandolo, secondo quanto riportato, con sorrisi sarcastici e reazioni di dissenso.

La commemorazione del 70° anniversario di Marcinelle si è così trasformata in una giornata caratterizzata non soltanto dal ricordo delle vittime, ma anche da un confronto politico particolarmente acceso sul lavoro, sull’antifascismo e sulle politiche migratorie.

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