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Mario Roggero, Salvini visita il gioielliere nel carcere di Bollate: il centrodestra rilancia la richiesta di grazia

Pubblicato il 18 Luglio 2026

Salvini incontra Roggero nel penitenziario di Bollate

Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini si è recato nella mattinata di oggi, 18 luglio, al carcere di Bollate, alle porte di Milano, per far visita a Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni originario di Grinzane Cavour (Cuneo), condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione.

Roggero sta scontando la pena per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto alla sua gioielleria avvenuto il 28 aprile 2021.

Ad accompagnare Salvini durante la visita erano presenti anche i deputati della Lega Luca Toccalini e Fabrizio Cecchetti. All’esterno del penitenziario, alcuni giovani militanti del Carroccio hanno manifestato esponendo cartelli e uno striscione con la scritta “Grazia per Mario Roggero”.

Il centrodestra insiste sulla concessione della grazia

La vicenda continua ad alimentare il confronto politico. Diversi esponenti del centrodestra hanno espresso il proprio sostegno alla richiesta di grazia per Mario Roggero.

Tra i favorevoli figurano, oltre a Salvini, anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ritengono opportuno valutare un provvedimento di clemenza.

Piantedosi invita alla prudenza

Più prudente la posizione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha sottolineato come la procedura per la concessione della grazia sia particolarmente rigorosa.

Secondo Piantedosi, prima di qualsiasi valutazione è necessario esaminare attentamente gli atti del procedimento, ricordando che la concessione della grazia segue un iter preciso e molto restrittivo.

Il procuratore: “Non fu legittima difesa”

Sul piano giudiziario resta ferma la posizione della Procura. Biagio Mazzeo, procuratore capo di Asti e titolare dell’accusa nel processo di primo grado, ha ribadito che il comportamento del gioielliere non può essere qualificato come legittima difesa.

Secondo il magistrato, si è trattato di “una reazione violenta a scoppio ritardato”, evidenziando come, a suo giudizio, non possa essere riconosciuta una forma di rivalsa personale come legittima difesa.

La richiesta di grazia resta tutta da valutare

Per quanto riguarda l’ipotesi di una grazia presidenziale, Mazzeo ha ricordato che si tratta di un provvedimento eccezionale, soggetto a un’approfondita istruttoria e valutato con particolare attenzione dal Presidente della Repubblica.

Il procuratore ha inoltre osservato che al momento non vi sarebbero le condizioni per affrontare concretamente la questione, precisando che un’eventuale valutazione potrebbe avvenire soltanto dopo che Roggero avrà scontato almeno una parte della pena.

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