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Marmolada

Marmolada: l’ultimo selfie di Filippo Bari e le altre vittime identificate (VIDEO)

Pubblicato il 4 Luglio, 2022

“Non ho parole…lascio lo spazio solo alle lacrime…ti ricorderemo sempre così con il tuo sorriso e la tua immensa gentilezza”.

Così un amico ricorda Filippo Bari.

E’ uno dei quattro alpinisti vicentini tra i dispersi nel disastro avvenuto ieri in Marmolada.

Si tratta di 3 escursionisti, appartenenti alla sezione Cai di Malo, e una guida.

Di uno di loro, Filippo Bari, 27 anni, è comparso in queste ore sui social un selfie che riprende il giovane ieri sulla vetta della Marmolada, prima del crollo tragico.

Era salito sulla Marmolada con un gruppo di amici. La conosceva bene, lì si muoveva con sicurezza. Ma l’ondata di ghiaccio e rocce l’ha portato via. Padre di un bambino di 4 anni, poco prima di iniziare a salire Filippo si era fatto il selfie e lo aveva mandato al fratello e ai familiari con scritto “guardate dove sono”. Poi, più nulla. La Marmolada è crollata su di lui e sui suoi compagni di cordata.

Filippo sorride, felice, entusiasta. E quel sorriso diventa il suo lascito, l’ultima immagine che strazia il cuore e lo eternizza.

Dovevamo salire insieme sabato – spiega Alberino Cocco, ex presidente del Cai di Malo – poi lui ha deciso di non salire quel giorno, di partire domenica. Mi ha scritto che sarebbe andato con un gruppo di amici. Era un escursionista esperto ma in alcuni casi non basta nemmeno quello. La compagna e il fratello sono rimasti tutta la notte e la mattina in attesa lì, tenendo in piedi le ultime speranze, purtroppo ci hanno appena confermato la notizia. É un disastro”.

Il bilancio parziale del disastro della Marmolada è di 7 vittime, di cui tre identificati, e 8 feriti di cui due in condizioni delicate.

Lo ha riferito il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti. Sono 14 le persone “reclamate”, cioè i dispersi per i quali i familiari si sono fatti vivi con le autorità perché non rientrati a casa. Di queste quattro sono cittadini stranieri: della Repubblica ceca e un austriaco.

Tra le vittime riconosciute c’è anche Davide Miotti di 51 anni, residente a Cittadella, in provincia di Padova. In cordata con lui c’era anche la moglie, Erica Campagnolo, che al momento risulta tra i dispersi sul ghiacciaio.

Oggi il negozio di articoli tecnici per montagna gestito da Davide a Tezze sul Brenta (Vicenza) è rimasto chiuso. Di lui e di Erica non è arrivata più alcuna notizia da quando sono saliti in Marmolada. I due, trasferitisi a Tezze, erano nati e cresciuti nella città murata del padovano.

Avevano due figli, un ragazzo di 15 anni e una ragazza più grande.

Anche Paolo Dani, 52 anni, di Valdagno, non ce l’ha fatta. Era partito dal vicentino con un gruppo di amici per una cordata domenicale. Era un’esperta guida alpina: era solito accompagnava gli escursionisti fino a Punta Penia per la via normale. Diversi i messaggi di cordoglio degli amici sui social:

“Fino all’ultimo ho sperato e pregato che tu non fossi sulla Marmolada ieri. Buon viaggio”, “Non ho parole… Fai buon viaggio tra le tue Amate Montagne ci mancherai!! Ciao Stea.

Gli alpinisti che ieri si trovavano sulla via per salire in vetta alla Marmolada raccontano di un rumore mai sentito e di una fortissima folata di vento. Sulla via per salire, come ha raccontato una escursionista, c’erano tante persone, “forse un centinaio”. Altri hanno descritto la grande voragine azzurra lasciata dal distacco del seracco.

A causa del maltempo che sta interessando la zona le ricerche dei soccorritori si fanno però difficoltose: al momento nessuno può raggiungere il ghiacciaio ed anche i droni sono costretti a restare a terra per la pioggia. Proprio a causa delle condizioni meteorologiche il presidente del Consiglio non ha potuto atterrare in elicottero Canazei, dove vengono coordinate le operazioni. 

A complicare il lavoro dei soccorritori anche l’instabilità del ghiacciaio, dove potrebbero verificarsi nuovi crolli, anche se per ora pare tramontata l’ipotesi di intervenire facendo brillare la parte di seracco rimasta attaccata alla cima della Marmolada. Secondo le prime ricostruzioni della dinamica dell’incidente a fare da ‘scivolo’ all’enorme mole di materiale è stato un accumulo di acqua di fusione nella conca sotto la vetta. Quando il pezzo di ghiaccio si è staccato verticalmente non aveva appoggio ma, appunto, solo acqua.

Intanto, il premier Mario Draghi, nella conferenza stampa in diretta dalla Marmolada: Draghi: “Il governo rifletta perché non accadano più cose del genere. Sono qui per rendermi conto, molto importante essere venuti. Oggi l’Italia piange le sue vittime”.