Pubblicato il 23 Ottobre 2023
“Lei non era soltanto una mamma solare e attenta ma anche una zia innamorata dei nipotini”.
Così le amiche di Martina Breschi. Una ragazza speciale, che sapeva sempre vedere il lato positivo della vita, una coppia che aveva in cantiere tanti sogni e progetti.

Era appena arrivata dalla Germania, dove viveva, Martina Breschi, la giovane mamma travolta e uccisa sabato pomeriggio dall’auto della suocera in retromarcia, nel centro di Figline, il comune principale del Valdarno fiorentino.
A bordo della vettura, c’era anche la figlia-nipotina molto piccola.
Doveva essere un week-end importante per Martina, 31 anni, una laurea in lingue all’università di Firenze in tasca, il marito, ingegnere a Brema, e i nonni, che vivono a Pistoia ma sono originari di Castelfranco di Sopra, due passi da Figline ma già in provincia di Arezzo.
In un solo pomeriggio di domenica avrebbero dovuto festeggiare il compleanno della piccola, il suo battesimo e anche l’inaugurazione della casa di Pulicciano, frazione di Castelfranco, che era stata appena ristrutturata come abitazione delle vacanze per tutta la famiglia.
Invece, poche ore dopo il ritorno di marito, moglie e figlioletta (erano rientrati sabato mattina da Brema), il più incredibile degli incidenti: la suocera, ora ricoverata sotto choc nell’ospedale fiorentino di Ponte a Niccheri, che involontariamente ingrana la marcia del cambio automatico della sua Mini e fa un un balzo all’indietro, travolgendo Martina che stava sistemando i pacchi nel portabagagli posteriore.
Un urto violento che non ha lasciato scampo alla giovane, scaraventandola sul selciato.
Due giorni dopo è già tempo di funerali, che saranno celebrati nel pomeriggio a Prato, la città originaria della mamma trentunenne, nella chiesa di Sant’Agostino, dopo la camera ardente nella cappella della Misericordia. Da Prato, appunto, Martina era partita, dopo le scuole superiori in città, per frequentare il corso di laurea in lingue a Firenze.
Poi l’incontro col giovane pistoiese appena diventato ingegnere, il matrimonio, la nascita della piccola, quando marito e moglie avevano già fatto una scelta importante, quella di trasferirsi a Brema. Una delle tante coppie che si spostano all’estero per avere un lavoro più qualificato e meglio retribuito.
A Prato, a Pistoia e a Pulicciano di Castelfranco erano rimaste le radici, lì Martina e il marito tornavano spesso, l’ultima volta sabato mattina, col padre di lei che era andato a prenderli in aeroporto, a Peretola. Nel pomeriggio la decisione con la suocera di arrivare a Figline, che per Castelfranco è la cittadina più vicina, per completare gli acquisti della festa: palloncini e addobbi da sistemare nel giardino di casa per il party all’aperto della domenica, in questo autunno ancora mite.
A Prato, Martina lascia i genitori Mila e Francesco e due sorelle più grandi, Barbara e Claudia, pure loro con figli..

