Pubblicato il 9 Giugno 2026
Chiedeva oltre 2.000 euro arretrati, il datore gli avrebbe offerto solo una parte della somma
Un grave episodio di violenza sul lavoro sarebbe avvenuto a Massa, in provincia di Massa Carrara, dove un operaio di 49 anni sarebbe stato aggredito dal proprio datore di lavoro dopo aver chiesto il pagamento degli stipendi arretrati.
Secondo quanto denunciato dalla Cgil, il lavoratore si era presentato il 1° giugno per ricevere le retribuzioni relative ai mesi di aprile e maggio, per un totale di 2.200 euro ancora da percepire. Il titolare dell’azienda, attiva nell’indotto nautico, avrebbe però proposto il versamento di appena 300 euro.
Di fronte alle proteste dell’operaio, la situazione sarebbe rapidamente degenerata fino a trasformarsi in una presunta aggressione fisica.
Calci e pugni durante la discussione: decisivo l’intervento di altri operai
Stando alla ricostruzione fornita dal sindacato, il datore di lavoro avrebbe colpito il dipendente con calci e pugni durante il confronto.
A fermare l’aggressione sarebbero stati due operai appartenenti a un’altra impresa presente sul posto, intervenuti per riportare la calma mentre venivano allertate le forze dell’ordine.
Successivamente il lavoratore ha sporto denuncia ed è stato accompagnato al pronto soccorso, dove i medici gli hanno riscontrato contusioni multiple, giudicate guaribili in sette giorni.
La Cgil: “Negli appalti del comparto nautico situazione ormai fuori controllo”
Il segretario generale della Cgil apuana, Nicola Del Vecchio, ha definito l’episodio il segnale di una problematica ben più ampia.
Secondo il sindacato, nel settore degli appalti e subappalti legati alla nautica sarebbero presenti fenomeni diffusi di sfruttamento lavorativo e irregolarità nei rapporti di lavoro.
Del Vecchio ha ricordato come già nei mesi scorsi fossero state segnalate alle autorità competenti situazioni analoghe riguardanti altri lavoratori che avevano denunciato condizioni particolarmente critiche.
Giani e Lenzi: “Chi usa la violenza non merita di essere chiamato imprenditore”
Sulla vicenda sono intervenuti anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, (nella foto d’apertura) e l’assessore regionale al Lavoro, Alberto Lenzi.
In una nota congiunta hanno espresso solidarietà al lavoratore coinvolto, sottolineando che chi ricorre alla violenza contro un dipendente che reclama il proprio stipendio “non merita di essere definito imprenditore”.
I due esponenti istituzionali hanno inoltre auspicato un rapido accertamento dei fatti da parte delle autorità e hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di affrontare le criticità generate dal sistema degli appalti e subappalti.
Appello a maggiori controlli e al rafforzamento degli ispettorati
Giani e Lenzi hanno evidenziato l’urgenza di potenziare i controlli sul rispetto delle norme lavorative e di rafforzare gli organici degli Ispettorati del lavoro, ritenuti attualmente insufficienti.
Secondo i rappresentanti della Regione, episodi come quello denunciato a Massa rischiano di compromettere l’immagine dell’intero tessuto imprenditoriale e dimostrano come siano ancora presenti situazioni che ledono la dignità dei lavoratori.
La vicenda, concludono, non rappresenterebbe un caso isolato e impone una riflessione approfondita sui modelli organizzativi e sulle responsabilità lungo la filiera degli appalti. Fonte: Ansa

