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Mattarella: “Il popolo italiano nasce dalle migrazioni, e non è un problema”

Pubblicato il 3 Giugno 2026

L’incontro del 2 giugno con i giovani al Quirinale

In occasione del 2 giugno, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato un gruppo di cittadini under 35 al Quirinale, rispondendo alle loro domande su temi centrali per il presente e il futuro del Paese.

Tra i passaggi più significativi del dialogo, il capo dello Stato ha affrontato il tema delle migrazioni, sottolineando come la storia italiana sia profondamente legata ai movimenti di popolazione e agli scambi culturali.

Le migrazioni nella storia d’Italia

Mattarella ha ricordato che il popolo italiano è il risultato di numerose influenze e migrazioni nel corso dei secoli, evidenziando come questo fenomeno non sia affatto nuovo.

Secondo il presidente, anche l’esperienza italiana all’estero è parte di questa dinamica: l’Italia ha generato seconde e terze generazioni di emigrati in Europa e nelle Americhe, contribuendo a sua volta alla crescita di altri Paesi.

Il capo dello Stato ha richiamato diversi esempi storici, dalle migrazioni antiche fino agli insediamenti nel Mezzogiorno, sottolineando che “il popolo italiano è il risultato di tanti apporti” e che questa realtà rappresenta motivo di orgoglio nazionale.

“L’immigrazione non è un problema”

Nel suo intervento, Mattarella ha chiarito che il fenomeno migratorio non può essere considerato una questione contingente o nuova, ma una componente strutturale della storia.

“L’immigrazione non è un problema”, ha affermato, spiegando che eventuali tensioni o episodi di rifiuto non rappresentano la società nel suo insieme, ma fenomeni isolati di disagio sociale, che non devono essere generalizzati.

Il presidente ha espresso inoltre fiducia nel futuro del Paese, sottolineando la solidità dei valori nazionali e la capacità dell’Italia di continuare a integrare differenze e culture.

Le preoccupazioni sull’intelligenza artificiale e il potere economico

Durante l’incontro, Mattarella ha anche affrontato il tema dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie, soffermandosi sui rischi legati alla concentrazione del potere nelle mani di pochi soggetti.

Pur senza nominarlo direttamente, il presidente ha fatto riferimento a figure come Elon Musk, evidenziando come nel settore tecnologico e spaziale si stia formando una forte concentrazione di potere.

Secondo Mattarella, la situazione attuale è problematica perché pochi grandi operatori controllano strumenti strategici, spesso rifiutando regole e controlli.

Il capo dello Stato ha messo in guardia da un modello in cui un unico attore possa offrire servizi tecnologici avanzati in cambio di una riduzione delle libertà individuali, sottolineando con decisione che “questo non potremmo consentirlo”.

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