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Mattarella ricorda la strage di Capaci: “Fu un attacco feroce contro la libertà degli italiani”

Pubblicato il 23 Maggio 2026

Il messaggio del Presidente della Repubblica nella Giornata della legalità

In occasione della Giornata della legalità, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato la strage di Capaci definendola uno degli episodi più drammatici e sanguinosi della storia italiana.

Nel suo messaggio istituzionale, il Capo dello Stato ha sottolineato come il 23 maggio rappresenti una data simbolo per il Paese, segnata da un attacco mafioso che colpì duramente la libertà, la democrazia e la dignità degli italiani.

Il ricordo di Falcone, Morvillo e degli agenti della scorta

Sergio Mattarella ha rivolto un pensiero commosso alle vittime della strage del 1992: Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agli uomini della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, uccisi nell’attentato mafioso avvenuto sull’autostrada di Capaci.

Nel messaggio sono stati ricordati anche Paolo Borsellino e gli agenti Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina, vittime della successiva strage di via D’Amelio.

Secondo il Presidente, tutte queste persone sono accomunate dal sacrificio compiuto in difesa dei valori costituzionali e della lotta contro la criminalità organizzata.

“Il 23 maggio segnò l’inizio della riscossa civile”

Nel suo intervento, Sergio Mattarella ha evidenziato come la strage di Capaci abbia rappresentato anche un punto di svolta per la società italiana.

Il Presidente ha spiegato che proprio da quella tragedia nacque una forte reazione civile e istituzionale contro la mafia, motivo per cui il 23 maggio è diventato nel tempo la Giornata della legalità.

“La mafia voleva piegare lo Stato”

Il Capo dello Stato ha ricordato che la mafia tentò di colpire le istituzioni attraverso violenza e intimidazione, ma trovò una risposta ferma da parte dello Stato e dei cittadini.

Sergio Mattarella ha sottolineato il ruolo fondamentale di magistrati, forze dell’ordine, rappresentanti delle istituzioni e cittadini che, con coraggio e determinazione, hanno contribuito a contrastare il potere mafioso.

Ha inoltre ribadito che la lotta alla criminalità organizzata continua ancora oggi contro le nuove forme e le “zone grigie” in cui le organizzazioni mafiose cercano di infiltrarsi.

L’eredità di Falcone e Borsellino alle nuove generazioni

Nel messaggio conclusivo, il Presidente della Repubblica ha definito l’eredità lasciata da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino come un patrimonio morale e civile fondamentale per la democrazia italiana.

Secondo Sergio Mattarella, il ricordo del loro impegno deve essere trasmesso soprattutto ai giovani, affinché continuino a difendere i valori della legalità e della giustizia.

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