Pubblicato il 7 Marzo 2025
L’aggressione della Russia all’Ucraina ha violato le regole del diritto internazionale. La pace si farà solo con garanzie di sicurezza per Kiev. Mentre per i soldati italiani in missione non è ancora tempo. Sono le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella rilasciate in un’intervista alla tv pubblica giapponese NHK e riportate da Open. Mattarella ha tracciato anche la strada del riarmo nell’Unione Europea e parlato del ruolo dell’Italia nelle crisi belliche.
Il trattato di 30 anni fa: le 5000 testate nucleari
Il Capo dello Stato ha ricordato il trattato di 30 anni fa che la Russia aveva siglato con l’Ucraina a fronte della consegna, da parte dell’Ucraina alla Russia, di circa 5000 testate nucleari che erano state sovietiche. “Mosca, con un Trattato, si era assunta il compito di garantire l’integrità e la sovranità territoriale dell’Ucraina”. La violazione di queste regole “è inammissibile altrimenti si afferma il principio che uno Stato più forte può imporre la sua volontà con le armi agli Stati vicini meno forti e meno grandi. Questo renderebbe una barbarie i rapporti internazionali. Per questo in Europa vi è una forte difesa e un forte sostegno all’Ucraina. Perché se riuscisse in questo caso questo sistema altre aggressioni seguirebbero e un succedersi di aggressioni porterebbe inevitabilmente a una guerra di proporzioni inimmaginabili”.
Sulle possibilità di impiego di un contingente italiano
Sulla possibilità di inviare un contingente italiano in Ucraina Mattarella ha spiegato che “non siamo ancora a questo punto”. Poi però, aggiunge che In ogni caso “è necessario rafforzare la difesa europea. Si tratta di uno sviluppo abbastanza naturale dell’integrazione europea che si è sviluppata in questi decenni”. Il Capo dello Stato ha anche evocato a più riprese che “una soluzione di pace per l’Ucraina deve evidentemente accompagnarsi a garanzie di sicurezze perché è molto meno armata e potente della Russia”.

