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Medaglia d’oro al valore militare per il carabiniere di Sonnino Vittorio Iacovacci

Pubblicato il 27 Dicembre, 2021

Un gesto eroico che non è passo inosservato agli occhi dello stato. Parliamo di quanto fatto, a costo della propria vita, dal carabiniere di Sonnino Vittorio Iacovacci, al quale il presidente della repubblica Mattarella, lo scorso 23 dicembre, ha conferito la la Medaglia d’oro al valor militare.

“Addetto a Reggimento Carabinieri – si legge nella motivazione – in servizio di protezione ad Ambasciatore italiano impegnato in missione umanitaria in area caratterizzata da intensa conflittualità, ne garantiva, con fredda e ferma determinazione, l’incolumità durante il violento tentativo di sequestro ad opera di un commando armato. Nelle successive concitate fasi del conflitto a fuoco tra i rapitori e le forze di sicurezza locali, nel frattempo sopraggiunte, proseguiva, sprezzante dell’imminente pericolo, la coraggiosa azione di protezione dell’autorità. Nel corso dell’ultimo impavido tentativo di mettere in salvo il diplomatico, fattogli scudo con il proprio corpo, veniva colpito a morte, decedendo sul campo. Fulgido esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere, spinti fino all’estremo sacrificio”.

Il carabiniere, originario di Sonnino, è stato ucciso lo scorso 22 febbraio durante un attacco terroristico in Congo, a circa venti ventina di chilometri dalla città di Goma. Erano le 10 e 15 del mattino. Con lui, tra gli altri, perse la vita anche l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, al quale il militare fungeva da scorta. I due sono morti mentre viaggiavano con un convoglio Onu.

30 anni, ha lasciato i genitori, che vivono ancora a Capocroce. Era assegnato al 13° Reggimento Carabinieri Friuli Venezia Giulia con sede a Gorizia. Nel suo curriculum anche un periodo passato nel reggimento Folgore.

A lui è stata intitolata l’aula magna della scuola allievi carabinieri di Iglesias e, nella sua Sonnino, il sindaco ha proposto che porti il suo nome la caserma dell’Arma.