Pubblicato il 4 Marzo 2026
Missile iraniano intercettato dalla Nato nel Mediterraneo orientale
Il conflitto nel Golfo continua ad allargarsi in modo allarmante. Un missile lanciato dall’Iran verso lo spazio aereo della Turchia è stato intercettato dai sistemi di difesa aerea e missilistica della Nato nel Mediterraneo orientale, secondo quanto comunicato da Ankara.
Fonti turche sostengono che l’obiettivo potesse essere una base nella Cipro greca, ma che il vettore avrebbe cambiato traiettoria durante il volo. L’episodio segna un ulteriore salto di tensione in un’area già fortemente destabilizzata.
Ankara protesta formalmente con Teheran
Il ministero degli Esteri turco ha convocato l’ambasciatore iraniano ad Ankara, Mohammad Hassan Habibollahzadeh, per esprimere una protesta ufficiale e profonda preoccupazione. La notizia è stata riportata dal Daily Sabah.
Secondo le autorità turche, il missile balistico è stato neutralizzato dal sistema Nato, ma i detriti dell’intercettore sono precipitati nel distretto di Dortyol, nella provincia di Hatay, nel sud-est del Paese. Un episodio che alimenta ulteriormente le tensioni diplomatiche tra i due Stati.
Fregata iraniana affondata al largo dello Sri Lanka
Sul fronte marittimo, la situazione è altrettanto grave. Una fregata iraniana con 180 persone a bordo è stata affondata da un sottomarino degli Stati Uniti al largo dello Sri Lanka.
Al momento risultano recuperati 32 feriti e i corpi di diversi marinai, mentre proseguono le operazioni di soccorso. L’episodio rischia di ampliare ulteriormente il teatro dello scontro, coinvolgendo aree sempre più lontane dal Golfo.
Oltre mille vittime in Iran e funerali rinviati per Khamenei
Secondo Teheran, gli attacchi congiunti israelo-americani avrebbero causato più di 1.000 morti in tutto il Paese da sabato. Un bilancio pesantissimo che conferma l’intensità dell’escalation militare.
Intanto sono stati rinviati i funerali di Stato della Guida Suprema, Ali Khamenei, inizialmente previsti per questa sera, 4 marzo. Una decisione che riflette la situazione di emergenza e l’instabilità interna.
Londra si chiama fuori dal conflitto
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha chiarito che il Regno Unito non prenderà parte al conflitto. “Abbiamo imparato la lezione dell’Iraq”, ha dichiarato, segnando una netta presa di distanza da un eventuale coinvolgimento militare diretto.
L’allarme del Vaticano sulle guerre preventive
Un forte monito arriva anche dal Vaticano. Il segretario di Stato, Pietro Parolin, ha avvertito che le guerre preventive rischiano di incendiare il mondo, sottolineando il pericolo di una spirale incontrollabile di violenza su scala globale.
Il quadro che emerge è quello di una crisi in rapida evoluzione, con implicazioni regionali e internazionali sempre più profonde. Fonte: Ansa – immagine di repertorio

