Pubblicato il 5 Maggio 2026
Il caso delle foto manipolate
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha segnalato la diffusione online di immagini contraffatte create con l’intelligenza artificiale, spacciate per autentiche. In un messaggio pubblico ha commentato con tono ironico, osservando che in alcuni casi le immagini la ritraggono persino “migliorata”, ma ha sottolineato come il problema resti grave.
Secondo Meloni, infatti, la creazione e condivisione di contenuti falsi pur di attaccare politicamente dimostra come si sia disposti a usare qualsiasi mezzo, anche a costo di diffondere disinformazione.
Il pericolo dei deepfake
La premier ha poi allargato il discorso, mettendo in guardia sui rischi più ampi: i deepfake rappresentano uno strumento potenzialmente pericoloso, capace di ingannare, manipolare e danneggiare chiunque.
Ha evidenziato un aspetto cruciale: non tutti hanno gli strumenti per difendersi da questi attacchi, a differenza di figure pubbliche come lei.
L’invito alla prudenza
Meloni ha ribadito una regola fondamentale per orientarsi nel mondo digitale: “Verificare prima di credere e credere prima di condividere”.
Un principio che diventa sempre più importante in un contesto in cui la disinformazione può colpire chiunque, non solo i personaggi pubblici.
Reazioni online tra ironia e critiche
Sui social non sono mancate le reazioni. Alcuni utenti hanno risposto con sarcasmo, suggerendo che l’immagine potrebbe persino essere usata come foto ufficiale, mentre altri hanno rilanciato critiche politiche utilizzando l’ironia, facendo riferimento a vecchi video e promesse attribuite alla stessa Meloni.
In ogni caso, la vicenda riporta al centro il tema dell’uso responsabile della tecnologia: l’intelligenza artificiale può essere uno strumento potente, ma anche un mezzo per diffondere falsità se utilizzata in modo scorretto.

