Pubblicato il 5 Marzo 2026
La preoccupazione per l’escalation del conflitto con l’Iran
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso forte preoccupazione per l’evoluzione della crisi in Medio Oriente, parlando di una fase storica segnata da una crescente fragilità del diritto internazionale e degli organismi multilaterali.
Durante un intervento a RTL 102.5, la premier ha sottolineato che il progressivo indebolimento delle regole internazionali sta contribuendo a creare uno scenario globale sempre più instabile e imprevedibile.
Secondo Meloni, l’attuale situazione era in parte prevedibile dopo quanto accaduto con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Un evento che ha incrinato gli equilibri internazionali e aumentato il livello di instabilità globale.
La presidente del Consiglio ha poi puntato l’attenzione sulla risposta militare dell’Iran, spiegando che gli attacchi contro diversi Paesi della regione, compresi quelli che avevano sostenuto un accordo sul nucleare iraniano, rischiano di alimentare una pericolosa escalation con conseguenze difficili da prevedere.
Meloni ha ribadito inoltre che il governo italiano segue con attenzione gli sviluppi per valutare eventuali ripercussioni sull’Italia, chiarendo allo stesso tempo che il Paese non è in guerra e non ha alcuna intenzione di entrarvi.
Le basi militari americane in Italia
La premier ha affrontato anche il tema dell’eventuale utilizzo delle basi militari statunitensi presenti sul territorio italiano.
Meloni ha spiegato che tutte le attività legate a queste strutture continuano a svolgersi nel rispetto degli accordi bilaterali esistenti, ricordando che le basi concesse agli Stati Uniti in Italia derivano da accordi risalenti al 1954, aggiornati nel corso degli anni.
Secondo quanto previsto da queste intese, alcune autorizzazioni tecniche riguardano operazioni logistiche o attività non offensive, definite operazioni “non cinetiche”.
La presidente del Consiglio ha chiarito che se dovesse arrivare una richiesta per un utilizzo diverso delle basi, la decisione spetterebbe al governo ma verrebbe condivisa con il Parlamento.
Al momento, però, non è stata presentata alcuna richiesta di questo tipo.
Il lavoro diplomatico e la sicurezza degli italiani all’estero
Il governo italiano, ha spiegato Meloni, è in costante contatto con gli alleati internazionali e con i leader del Medio Oriente per monitorare la situazione e cercare possibili soluzioni diplomatiche.
Uno degli obiettivi principali resta la ripresa dei negoziati sul nucleare iraniano, anche se secondo la premier questo scenario appare difficile finché Teheran continuerà a colpire i Paesi limitrofi e quelli del Golfo.
Parallelamente, l’Italia sta lavorando insieme a Regno Unito, Francia e Germania per sostenere i Paesi del Golfo, soprattutto attraverso sistemi di difesa, in particolare difesa aerea.
La presenza italiana nella regione è significativa: nell’area si trovano decine di migliaia di cittadini italiani e circa 2000 militari, la cui sicurezza rappresenta una priorità. Inoltre, la regione del Golfo è strategica per l’approvvigionamento energetico dell’Italia e dell’Europa.
Il rientro degli italiani dall’area di crisi
Tra le priorità del governo c’è anche la messa in sicurezza dei cittadini italiani presenti nell’area interessata dalle tensioni.
Meloni ha spiegato che sono già stati organizzati i primi voli per il rientro di connazionali rimasti bloccati, in particolare a Dubai. Alcuni gruppi stanno raggiungendo Paesi limitrofi per poter partire da aeroporti ritenuti più sicuri.
La premier ha inoltre ringraziato Emirati Arabi Uniti e Oman, che stanno collaborando con l’Italia per facilitare queste operazioni di evacuazione.
Il rischio di speculazioni su energia e alimentari
Un altro fronte di attenzione riguarda le possibili conseguenze economiche della crisi internazionale.
Secondo Meloni, l’Italia dovrà vigilare per evitare che tensioni geopolitiche possano alimentare fenomeni speculativi, con effetti negativi su prezzi dell’energia e beni alimentari.
Il dibattito sull’ombrello nucleare francese
Nel corso dell’intervista, la presidente del Consiglio ha commentato anche la proposta francese di estendere la propria capacità di deterrenza nucleare come protezione per l’Europa.
Meloni ha chiarito che la Francia non intende mettere il proprio arsenale nucleare sotto il controllo europeo, ribadendo che l’eventuale utilizzo resterebbe una decisione esclusiva del presidente francese.
Per questo motivo, secondo la premier, non si può parlare di un vero e proprio “ombrello nucleare europeo”, ma piuttosto di un contributo al più ampio dibattito sulla sicurezza del continente.
L’Italia, ha aggiunto, continuerà a muoversi all’interno del quadro dell’Alleanza Atlantica, valutando come eventuali iniziative europee possano integrarsi con le garanzie di sicurezza già offerte dalla NATO.
Il ruolo dell’Italia nel processo di pace a Gaza
Meloni ha infine affrontato il tema del Board of Peace, il tavolo internazionale dedicato al processo di pace a Gaza.
Secondo la premier, l’Italia deve essere presente nelle discussioni, anche se per motivi costituzionali il Paese non ha aderito formalmente all’organismo. L’Italia partecipa comunque in qualità di osservatore, contribuendo al confronto senza entrare ufficialmente nell’organizzazione.
Il Board riunisce le principali nazioni mediorientali, i Paesi del Golfo e diversi attori internazionali, oltre alla Commissione europea.
Per Meloni, partecipare ai lavori è fondamentale per sostenere gli sforzi diplomatici e rafforzare il fragile equilibrio che potrebbe portare a un processo di pace stabile a Gaza.
La premier ha infine rivendicato il ruolo dell’Italia nella regione, ricordando che il Paese è tra i principali sostenitori degli aiuti umanitari alla popolazione civile di Gaza e gode di rispetto da parte di tutti gli attori coinvolti, elemento che può favorire il dialogo e la prospettiva della soluzione dei due Stati.

