Pubblicato il 1 Maggio 2026
Il principio del “salario giusto”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito, in occasione del Primo Maggio, l’importanza del decreto lavoro approvato dal Consiglio dei Ministri, sottolineando come rappresenti un passo decisivo verso l’affermazione del principio del salario giusto.
Secondo la premier, questo principio implica una linea chiara: le risorse pubbliche devono essere destinate esclusivamente alle imprese che rispettano i diritti dei lavoratori, escludendo chi pratica sottopagamenti, sfruttamento o utilizza contratti irregolari. Meloni evidenzia che la difesa dei salari non può basarsi su slogan, ma deve passare attraverso contrattazioni di qualità e interventi concreti contro la concorrenza sleale costruita sulla pelle dei lavoratori.
Le sfide ancora aperte
La presidente riconosce che resta ancora molto lavoro da fare. L’obiettivo è quello di garantire un’occupazione sempre più stabile, sicura e adeguatamente retribuita, con particolare attenzione a giovani, donne e territori più vulnerabili.
Nonostante le difficoltà, Meloni afferma che la direzione intrapresa è quella corretta, ribadendo che il lavoro si tutela non con la propaganda, ma con misure concrete, diritti reali e rispetto per chi contribuisce ogni giorno al funzionamento del Paese.
Il valore del Primo Maggio
Nel suo messaggio, la premier definisce il Primo Maggio come la festa di chi sostiene l’Italia con impegno, sacrificio e dignità, ma anche come un momento di verifica per l’azione politica.
Il governo, sottolinea, ha scelto di agire attraverso interventi concreti, tra cui:
- il taglio del cuneo fiscale
- incentivi all’occupazione
- misure per la sicurezza sul lavoro
- azioni per migliorare la qualità dell’occupazione e contrastare lo sfruttamento, incluso il fenomeno del caporalato digitale
I risultati ottenuti
Meloni rivendica alcuni risultati raggiunti negli ultimi anni:
- oltre 1 milione e 200 mila occupati in più
- 550 mila lavoratori precari in meno
- il livello più alto di occupazione femminile mai registrato in Italia
Pur riconoscendo che questi dati non risolvono ogni problema, la premier sostiene che indicano chiaramente un cambio di rotta e un progresso concreto nella direzione delle politiche sul lavoro.

