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Taranto, Melucci blindato dal PD

Il Partito democratico, sulla scia della recente tornata elettorale, non ha nessuna intenzione di sciogliere le briglie. Lavarra: “nel caso di Taranto, Rinaldo Melucci è il nostro candidato, senza se e senza ma”.
In mezzo c’è stata pure la benedizione del presidente della Regione, Michele Emiliano, sceso a Taranto a metà del mese per rafforzare politicamente il rimpasto della Giunta comunale

l messaggio è forte e chiaro. Il Partito democratico, sulla scia della recente tornata elettorale, non ha nessuna intenzione di sciogliere le briglie e indica così la via maestra: sì “ai congressi territoriali con intese unitarie su candidate o candidati oppure una competizione sana tra candidati” e nessuna terza via, la sintesi del discorso del segretario Enrico Letta in direzione nazionale.

Di conseguenza, e ancor più preciso, il pensiero del segretario regionale del PD, Marco Lacarra: “Le primarie sono un elemento centrale nella vita” del partito, ma “nel caso di Taranto, Rinaldo Melucci è il nostro candidato, senza se e senza ma”.
Più esplicito di così, non si può. In mezzo c’è stata pure la benedizione del presidente della Regione, Michele Emiliano, sceso a Taranto a metà del mese per rafforzare politicamente il rimpasto della Giunta comunale.

Dunque, discorso chiuso. Almeno, per il Pd. Cosa faranno, adesso, i cosiddetti riformatori, e cioè il gruppo di centro, capeggiato da Stellato e Bitetti, il quale, pur componendo la coalizione che attualmente sostiene Melucci, da tempo lancia segnali di insofferenza nei riguardi del primo cittadino e sembra porre dubbi, appunto, sulla sua ricandidatura?

rinaldo melucci

Da qui alle elezioni, sia chiaro, ci sono alcuni mesi per valutare il percorso, sia di Melucci (che però può oggettivamente oggi ritenersi in una botte di ferro sulla sua ricandidatura) che del gruppo di cui sopra. C’è chi azzarda come quest’ultimo dovrebbe correttamente tirarsi indietro ora dall’attuale maggioranza se davvero non accetta, tanto oggi quanto domani, Melucci: una mossa di trasparenza politica, si afferma, specie nei confronti degli elettori.


Ma sarà così? La politica italiana degli ultimi decenni insegna che tutto è possibile nelle alleanze, e che Taranto non sfugge a questa regola non scritta. Per cui, è difficile ipotizzare cosa attraversi la mente di quanti guardano alle prossime elezioni amministrative. E ciò vale per tutti, tanto a sinistra quanto al centro che a destra.
Soprattutto in questa fase delicata della nostra storia, occorrerrebbero limpidezza e messaggi chiari per il cittadino. Taranto può svoltare ancora poggiando speranze su progetti concreti e in corso d’opera: questo è l’unico concetto che conta.


Le beghe non servono a nessuno, le consorterie usurano il tessuto sociale, il gattopardismo frena il futuro immaginato, la presunzione sporca le idee. Il cittadino di Taranto vuol giudicare il lavoro di tutti e ha bisogno d’altro senza illudersi ancora. Altrimenti, alle urne si recheranno sempre meno e a vincere a mani basse sarà l’astensionismo.

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