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Mestre

Mestre, ferito da un chiodo nella scarpa: Decathlon condannata

Pubblicato il 23 Febbraio 2023

Stava provando un paio di scarpe da running nello store di Mestre di Decathlon, ma infilando il piede aveva sentito un dolore lancinante al tallone destro. A ferirlo, facendogli anche perdere del sangue, era stato un chiodo del sistema antitaccheggio, lungo circa due centimetri, inavvertitamente lasciato all’interno della scarpa e senza copertura. 

Il fatto è avvenuto nell’agosto del 2015 e l’uomo, un ristoratore veneziano che all’epoca dei fatti aveva 53 anni, forte di una consulenza di parte che aveva sottolineato i 45 giorni di inabilità temporanea e poi il 3 per cento di invalidità permanente, aveva chiesto i danni al colosso francese dell’abbigliamento sportivo.

Decathlon non aveva risposto e non si è nemmeno costituita durante la successiva causa civile, che si è conclusa in primo grado nei giorni scorsi con la sentenza della giudice veneziana Maddalena Bassi, che ha condannata l’azienda a pagare 15 mila euro per il danno biologico, oltre alle spese legali di 4 mila euro.

Per il magistrato Decathlon è responsabile dei prodotti esposti in vendita e dunque anche della presenza di quel chiodo che ha causato l’infortunio. 

D’altra parte a confermare la dinamica era stato non solo l’amico del ristoratore che l’aveva accompagnato a comprare le scarpe, ma anche il commesso che gliele aveva passate.

“Nel momento in cui ha infilato il piede l’ha subito estratto mostrando che iniziava a sanguinare – aveva raccontato il giovane, sentito nel corso della causa civile – Per capire cosa fosse successo ho preso in mano la scarpa constatando che una placca antitaccheggio era aperta e il chiodo rimasto scoperto l’aveva ferito”.

Secondo il perito nominato dal giudice, Antonello Cirnelli, oltre alla ferita si era sviluppata una dermatite grave.

Ovviamente Decathlon potrà impugnare la sentenza.