Pubblicato il 21 Agosto 2026
Anche i Paesi Bassi si preparano a riprendere i trasferimenti verso l’Italia dei richiedenti asilo rientranti nel sistema di Dublino, in attuazione del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo. Amsterdam si aggiunge così al gruppo di Stati che hanno annunciato il riavvio delle procedure, tra cui Germania, Austria, Svizzera, Finlandia e Svezia.
A confermare l’avvio del percorso è stata Julia Huisman-de Vries, portavoce del ministero olandese della Giustizia e della Sicurezza. Secondo quanto riferito, sono già in corso contatti con le autorità italiane per definire le modalità operative dei trasferimenti.
L’Olanda: “Il processo è in fase di avvio”
La portavoce del governo olandese ha ricordato che il 12 giugno è entrato in vigore il nuovo Patto Ue sulla migrazione e l’asilo, rendendo vincolanti per gli Stati membri le nuove disposizioni previste dall’accordo.
Alla luce delle nuove regole, anche i trasferimenti verso l’Italia devono quindi essere effettuati nel rispetto del quadro normativo europeo. “Stiamo pertanto avviando questo processo anche con l’Italia”, ha spiegato Huisman-de Vries, sottolineando che i trasferimenti rappresentano una componente importante del Patto e devono essere applicati correttamente.
Restano però ancora da chiarire alcuni aspetti. Il ministero olandese non ha indicato quante persone potrebbero essere coinvolte nelle future procedure e non ha specificato se saranno interessati soltanto i richiedenti asilo arrivati dopo l’entrata in vigore del Patto, oppure anche coloro che si trovavano già nei Paesi Bassi in precedenza.
Gli altri Paesi europei hanno già annunciato la ripresa
La decisione dell’Aia si inserisce in un quadro europeo più ampio. Germania, Austria, Svizzera, Finlandia e Svezia hanno infatti già comunicato l’intenzione di riprendere i trasferimenti verso l’Italia nell’ambito delle procedure previste dal sistema di Dublino.
Tra i primi Paesi a muoversi c’è stata la Germania, che ha adottato una linea particolarmente rigida sulla gestione dei richiedenti asilo destinati al trasferimento.
L’allargamento del gruppo di Stati pronti a riattivare le procedure riporta così l’Italia al centro del dibattito europeo sulla gestione dei flussi migratori e sulla responsabilità degli Stati di primo ingresso.
In Italia si accende lo scontro politico
La questione ha alimentato anche una nuova polemica politica interna. Le opposizioni hanno criticato le scelte del governo sulla gestione dei rapporti con gli altri Paesi europei e sulla politica migratoria.
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha definito un “boomerang” la decisione attribuita al governo di intervenire sull’area Schengen in risposta alle tensioni con la Spagna.
Secondo Schlein, la vicenda legata a Ceuta avrebbe creato un precedente potenzialmente problematico per l’Italia, con conseguenze che ora rischiano di riflettersi anche sul fronte dei trasferimenti dei richiedenti asilo provenienti dagli altri Stati europei.

