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Milano

Milano, ciclista cade e arriva la beffa: due operazioni alla spalla fratturata e la multa

Pubblicato il 11 Febbraio 2023

“Non era in grado di compiere manovre di sicurezza ed evitare ostacoli prevedibili”. 

Insomma, non è riuscito a frenare e per questo motivo è arrivato il verbale, “redatto a seguito della ricostruzione della dinamica del sinistro con feriti”.

Tutto nella norma, se non fosse che i feriti in realtà si riducevano a uno solo: cioè chi ha subito anche la beffa del verbale…

E’ surreale quel che è accaduto a Paolo Giovannetti, 64 enne docente di Letteratura italiana all’Università Iulm, che oltre a fronteggiare un ricovero e una lunga riabilitazione si è trovato a dover fare i conti con l’inflessibilità della polizia Municipale, che lo ha considerato colpevole di non essere riuscito a evitare un’automobile in fila al semaforo con la sua bici.

Un impatto a passo d’uomo, ma sufficiente a causargli due fratture alla spalla: due operazioni chirurgiche e 53 euro di multa. 

Era il 21 ottobre quando a ora di pranzo pedala verso casa dopo un consiglio di facoltà: arrivato nei pressi di Porta Romana, al semaforo tra via Cadore e via Comelico, non riesce a fermare del tutto la bicicletta e urta un’automobile ferma in attesa del verde. 

“Forse c’è stato un problema ai freni o magari ho commesso un errore io, l’asfalto era viscido – racconta Giovannetti al Corriere – Fa sorridere, ma si può dire che abbia investito l’auto, che data la velocità bassissima non ha riportato neanche un graffio. Io invece purtroppo nella caduta me ne sono fatto più d’uno”.

Arriva l’ambulanza, Giovannetti viene ricoverato al Pini. 

La diagnosi è severa: frattura scomposta all’omero e lussazione alla spalla. Dopo essere uscito per la seconda volta dalla sala operatoria riceve una telefonata.

“Erano i vigili, mi chiedevano di passare al comando per rendere la mia testimonianza su quanto accaduto”. Giovannetti, puntuale, obbedisce: racconta la dinamica dell’incidente, innescata da quello che forse è stato un errore o forse, chissà, da un problema tecnico. 

“Qualche giorno fa una poliziotta mi ha telefonato molto imbarazzata, dicendomi che in considerazione della mia testimonianza erano stati rilevati gli estremi per un’infrazione”. Codice della strada alla mano, la sanzione è ineccepibile: “Però è assurdo: nessuno si è fatto un graffio a parte me”. 

Una vicenda che aggiunge un nuovo capitolo della talvolta difficile convivenza tra ciclisti e conducenti, a ridosso della proposta del consiglio Comunale di introdurre il limite di 30 chilometri orari in città per ridurre il rischio di incidenti.

«Mi è sembrato un accanimento gratuito – chiosa Giovannetti – proprio in un momento in cui tanti ciclisti sono stati investiti dalle automobili e ci sono tante manifestazioni sull’argomento”.