« Torna indietro

Milano Cortina 2026: l’Italia domina nell’inseguimento a squadre, oro storico nel pattinaggio di velocità

Pubblicato il 17 Febbraio 2026

Trionfo azzurro al Milano Speed Skating Stadium

L’Italia scrive una nuova pagina memorabile alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti conquistano la medaglia d’oro nell’inseguimento a squadre di pattinaggio di velocità, superando in finale gli Stati Uniti con una prova impeccabile per ritmo, coordinazione e strategia.

Il successo arriva al Milano Speed Skating Stadium nella giornata di oggi, martedì 17 febbraio, e rappresenta la 24ª medaglia italiana ai Giochi, confermando il momento straordinario dello sport azzurro su ghiaccio. Sul terzo gradino del podio sale la Cina, vittoriosa nella finale per il bronzo contro l’Olanda.

Protagonisti assoluti della gara sono stati tre atleti diversi per caratteristiche ma perfettamente complementari: potenza, esperienza e freddezza al servizio di un unico obiettivo.

Davide Ghiotto: il filosofo del ghiaccio

Classe 1993, originario di Altavilla Vicentina, Davide Ghiotto è il punto di riferimento del fondo azzurro. Il suo percorso sportivo nasce dai pattini a rotelle e si trasforma in passione per il ghiaccio guardando le Olimpiadi di Torino 2006. Vent’anni dopo, è lui uno dei simboli dei Giochi in casa.

Laureato in filosofia con una tesi su etica e suicidio, Ghiotto ama citare Schopenhauer e Nietzsche, dimostrando una profondità rara nello sport di alto livello. Ma sul ghiaccio è soprattutto sostanza:

  • Tre titoli mondiali nei 10.000 metri
  • Bronzo olimpico a Pechino 2022
  • Primatista mondiale dei 10.000 metri con 12:25.692 (Calgary 2025)

Ai Mondiali di Hamar ha conquistato il terzo oro consecutivo sui 10.000 e un argento nell’inseguimento a squadre. Agli Europei 2026 ha centrato il bronzo nei 5.000 e l’oro nella team pursuit.

Atleta delle Fiamme Gialle, padre di due figli, alla terza Olimpiade dopo Pyeongchang 2018 e Pechino 2022, Ghiotto è il leader tecnico e mentale del trio azzurro.

Michele Malfatti: il motore silenzioso

Michele Malfatti scopre il pattinaggio a cinque anni grazie al padre. Dopo un periodo nello short track (2006-2011), sceglie la pista lunga, dove trova la propria dimensione: passo regolare, grande resistenza e sangue freddo.

Specialista dei 5.000 metri e dell’inseguimento a squadre, ai Giochi di Pechino 2022 ottiene un 15° posto individuale e un 7° nella team pursuit. Da lì parte una crescita costante.

Con Ghiotto e Giovannini forma un trio formidabile:

  • Oro mondiale a Calgary 2024
  • Argento mondiale a Hamar 2025
  • Oro europeo a Tomaszów Mazowiecki 2026

A livello individuale conquista il primo podio in Coppa del Mondo nei 10.000 metri a Stavanger 2023 (terzo posto) e ottiene un sesto posto nei 5.000 a Calgary 2024.

Allenato da Maurizio Marchetto e Matteo Anesi, Malfatti è l’uomo della regolarità e del sacrificio. Fuori dalla pista ama la natura e gli sport di fatica: mountain bike, sci, arrampicata e trekking. Concretezza e silenzio, le sue cifre distintive.

Andrea Giovannini: tattica e sangue freddo

Trentino, nato il 27 agosto 1993, Andrea Giovannini inizia a pattinare a sei anni sul lago ghiacciato di Baselga di Piné. Cresce sportivamente ispirandosi a Enrico Fabris e costruisce una carriera ricca di successi.

L’esplosione arriva nel 2013 ai Mondiali Junior con due ori, un argento e un bronzo. Nel circuito senior diventa specialista della mass start:

  • Oro mondiale a Hamar 2025
  • Due Coppe del Mondo consecutive (2023-24 e 2024-25)
  • Bronzo mondiale a Heerenveen 2023
  • Argento europeo a Kolomna 2018

Anche nell’inseguimento a squadre è decisivo: oro mondiale a Calgary 2024 e argento a Hamar 2025 con Ghiotto e Malfatti.

Tre le Olimpiadi disputate prima di Milano Cortina: Sochi 2014, Pyeongchang 2018 e Pechino 2022. Giovannini è l’uomo della strategia: sa attendere, sa cambiare ritmo, sa chiudere.

Un oro che vale la storia

L’inseguimento a squadre richiede sincronizzazione perfetta, cambi millimetrici e fiducia totale tra compagni. A Milano Cortina 2026, l’Italia ha mostrato tutto questo.

Ghiotto, Malfatti e Giovannini hanno trasformato talento individuale ed esperienza internazionale in una prova corale impeccabile, riportando l’Italia al vertice mondiale della specialità.

Un oro che non è solo una medaglia, ma la consacrazione di un progetto tecnico costruito negli anni e maturato nel momento più importante: le Olimpiadi in casa. Foto: fermo immagine dalla tv

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *