Pubblicato il 25 Agosto 2023
Giovanni Sala, il 34enne morto mentre presumibilmente cercava di fare irruzione negli studi di Sky a Milano, è morto per arresto cardiaco ma a livello toracico non aveva nessuna frattura.
I primi esiti dell’autopsia sull’uomo deceduto la notte tra il 19 e il 20 agosto, dopo essere stato fermato e trattenuto a terra da una delle guardie giurate, sono abbastanza chiari.
Anche se per avere un quadro generale completo bisognerà attendere la relazione completa dell’esame autoptico eseguito venerdì mattina.
Sala, stando a quanto riscontrato dal medico legale, aveva invece dei lividi tra il viso e il collo, che probabilmente sono dovuti alla caduta che lui stesso ha fatto autonomamente. Un fatto verificato dalle immagini delle telecamere di sicurezza, e avvenuto prima che le guardie lo fermassero a terra.
Allo stato attuale sono state escluse fratture al torace e, dunque, pare che non si sia trattato di una morte per asfissia. Andranno valutate, però, anche le condizioni del 34enne, che sembra avesse assunto cocaina e cannabis. Risposte più precise arriveranno dalle prossime analisi tossicologiche.
L’inchiesta aperta vede indagati per omicidio colposo i due vigilantes, 64 e 46 anni.
Indagini condotte dalla squadra mobile di Milano, guidata dal Marco Calì, e coordinate dal pm di Milano Alessandro Gobbis.
I risultati emersi alleggeriscono la posizione dei due addetti alla sicurezza di turno quella notte negli studi Sky. In particolare di quella della guardia che ha bloccato l’uomo per circa un minuto a terra con il ginocchio sulla schiena, il 46enne.
Anche se l’intervento di contenimento da parte dei vigilantes resta al centro delle analisi.
Sala, nato a Palermo ma residente a Germignaga (Varese).
Ancora non è chiaro cosa lo abbia spinto fino all’edificio di Sky.
Per questo le indagini proseguono per accertare con esattezza gli spostamenti del 34enne. Gli ultimi della sua vita.

