Pubblicato il 26 Febbraio 2026
Tribunale di Agrigento riconosce l’indennizzo
Il Ministero della Salute dovrà corrispondere a vita un assegno bimestrale a un uomo di 55 anni di Agrigento, a seguito di un danno subito dopo la vaccinazione anti-Covid a cui si era sottoposto nel marzo 2021. La decisione è stata presa dal giudice della sezione Lavoro del tribunale di Agrigento, al termine di un processo durato due anni.
La reazione avversa al vaccino
L’uomo, seguendo le indicazioni ministeriali, aveva ricevuto la seconda dose del vaccino Pfizer-BioNTech. Dopo circa tre mesi, oltre a dolori al braccio sinistro, ha sviluppato una miotrofia nevralgica (sindrome di Parsonage-Turner) che ha quasi paralizzato l’arto interessato. A seguito della segnalazione all’AIFA per sospetta reazione avversa, la commissione aziendale dell’ASP di Agrigento lo ha dispensato dalla somministrazione della terza dose.
Ricorso e accoglimento dell’indennizzo
Assistito dall’avvocato Angelo Farruggia, l’uomo aveva chiesto al ministero la corresponsione dell’indennizzo previsto dalla legge 210/92, destinata a chi subisce danni da vaccinazioni o somministrazioni di sangue infetto. Il ministero aveva inizialmente negato il riconoscimento, sostenendo l’assenza di nesso di causalità tra vaccino e patologia neurologica.
Il tribunale del Lavoro, invece, ha accolto il ricorso, riconoscendo il diritto dell’agrigentino a ricevere l’indennizzo.
La posizione del legale
L’avvocato Farruggia ha chiarito: “Non si tratta di una condanna ai vaccini in generale o alla vaccinazione anti-Covid, strumenti importanti nella prevenzione delle patologie. Il punto è che i vaccini, come tutti i farmaci, non sono esenti dal rischio di eventi avversi, talvolta gravi. Di fronte a questa evidenza, riconosciuta anche dalla letteratura scientifica, non è accettabile che il ministero neghi il nesso di causalità, appellandosi a rapporti generici e non aggiornati dell’AIFA”.

