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Mistero sui Nebrodi: tre cacciatori trovati morti nel bosco

Pubblicato il 29 Gennaio 2026

Ritrovamento in una zona impervia del Messinese

Quello che è accaduto sui Nebrodi ha ancora molti punti oscuri. Tre uomini sono stati rinvenuti senza vita in un’area boschiva, senza che al momento emerga una pista investigativa prevalente. Le vittime, tutte senza precedenti penali e lontane da ambienti criminali, sono state identificate come due fratelli e un anziano.

I carabinieri hanno già ascoltato una quarta persona, ma le indagini restano aperte: tra le ipotesi c’è quella di un duplice omicidio seguito da suicidio, ma non viene esclusa la presenza di un altro responsabile, o addirittura di più persone.

Dove sono stati trovati i corpi

Il ritrovamento è avvenuto in contrada Caristia, nel territorio di Montagnareale (Messina), in una zona boschiva e difficile da raggiungere, a circa dieci minuti d’auto da Patti. L’area è isolata e poco frequentata, fattore che rende più complessa la ricostruzione degli ultimi movimenti delle vittime.

Le vittime e la battuta di caccia

I corpi appartengono ad Antonio Gatani, 82 anni, residente a Patti, e ai fratelli Davis Pino, 26 anni, e Giuseppe Pino, 44 anni, di San Pier Niceto. Secondo quanto emerso finora, erano tutti incensurati.

I tre erano usciti la mattina del 28 gennaio per una battuta di caccia. A lanciare l’allarme sarebbe stato un amico dell’anziano, preoccupato per il mancato rientro, che si è recato sul posto trovando i cadaveri. I corpi non erano affiancati, ma distanti alcuni metri l’uno dall’altro, e ognuno aveva accanto il proprio fucile. Tutti presentavano ferite da arma da fuoco.

Le piste al vaglio degli inquirenti

La zona è conosciuta per la presenza dei suini neri dei Nebrodi allo stato brado, e non è raro che dopo le battute di caccia la carne finisca in circuiti illegali di vendita.

Gli investigatori valutano tre scenari principali:
un tragico errore durante la caccia,
una lite degenerata con l’uccisione di due persone e il successivo suicidio dell’autore,
oppure l’intervento di una quarta persona che avrebbe colpito tutti e tre.

Interrogatori e primi riscontri

I carabinieri hanno ascoltato i familiari delle vittime e anche un amico dell’82enne, che spesso usciva con lui a caccia. Da alcune ricostruzioni emergerebbe che i due fratelli non conoscevano l’anziano, circostanza che fa pensare a un incontro casuale avvenuto proprio il giorno della tragedia durante la battuta di caccia.

Il commento del sindaco

Il sindaco di Montagnareale, Salvatore Sidoti, ha dichiarato: «Siamo molto dispiaciuti per quanto accaduto. In un primo momento temevamo che si trattasse di nostri concittadini, poi abbiamo saputo che le vittime risiedevano in altri comuni. Non sappiamo ancora cosa sia successo, se si sia trattato di un incidente o di altro. L’area è stata subito isolata e nessuno è stato fatto avvicinare».

Le indagini proseguono per chiarire dinamica, responsabilità e movente di una vicenda che, al momento, resta avvolta dal mistero.

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