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Modena, in carcere l’uomo che ha investito i passanti: si valuta una perizia psichiatrica

Pubblicato il 19 Maggio 2026

Oggi l’udienza di convalida del fermo

Si trova detenuto in carcere Salim El Koudri, il 31enne accusato di aver travolto diversi passanti con la propria auto nel centro di Modena nella giornata di sabato.

Per lui è prevista l’udienza di convalida del fermo con accuse di strage e lesioni aggravate. L’uomo è attualmente in isolamento e avrebbe chiesto di poter fumare, leggere alcuni libri, tra cui una Bibbia, e incontrare un sacerdote.

Le parole al legale: “Pensavo di morire”

Nel colloquio avuto in carcere con il suo avvocato, Fausto Giannelli, El Koudri avrebbe spiegato di essere uscito di casa convinto che quel giorno sarebbe morto.

“Non volevo fare del male a nessuno”, avrebbe dichiarato al difensore.

L’avvocato ha annunciato l’intenzione di richiedere una perizia psichiatrica, ritenuta fondamentale per chiarire le condizioni mentali dell’indagato e il suo stato di consapevolezza al momento dei fatti.

Nel frattempo proseguono le indagini della Procura, che analizzerà computer, telefoni e altri dispositivi elettronici sequestrati all’uomo.

“Che cosa tremenda”: la reazione davanti alle conseguenze dell’attacco

Secondo quanto riferito dal legale, El Koudri avrebbe mostrato forte distacco emotivo rispetto all’accaduto.

Quando gli è stato riferito che una delle donne investite ha subito l’amputazione delle gambe, il 31enne avrebbe reagito dicendo soltanto: “Che cosa tremenda”.

L’avvocato ha descritto il proprio assistito come una persona in evidente stato confusionale, a tratti apatica e incapace di comprendere pienamente la gravità di quanto accaduto.

“Non sembra lucido e appare inconsapevole dei fatti”, ha spiegato il difensore, ribadendo l’urgenza di un accertamento medico specialistico.

Gli investigatori cercano il movente

Le indagini puntano ora a chiarire le motivazioni del gesto. El Koudri, residente a Ravarino, è cittadino italiano dal 2009 ed è nato da una famiglia di origini marocchine.

La Procura di Modena ha incaricato un consulente tecnico di esaminare diversi dispositivi elettronici sequestrati, tra cui cellulari, computer, tablet, chiavette Usb e hard disk.

Nel materiale recuperato sarebbero stati trovati testi scritti in arabo, appunti legati alle criptovalute e alcuni farmaci.

Il disagio psicologico e le difficoltà lavorative

Uno degli aspetti ritenuti centrali dagli investigatori riguarda il possibile disagio mentale dell’uomo.

Secondo quanto emerso, El Koudri sarebbe stato seguito dal centro di salute mentale di Castelfranco Emilia tra il 2022 e il 2024.

L’avvocato ha spiegato che il 31enne soffriva di una forte sensazione di persecuzione e aveva intrapreso un percorso terapeutico senza informare la famiglia, interrompendolo successivamente.

Tra le principali fonti di frustrazione ci sarebbe stata la mancanza di stabilità lavorativa. Dopo un brillante percorso scolastico culminato con una laurea in Economia, El Koudri avrebbe svolto diversi impieghi temporanei come magazziniere, spedizioniere e impiegato, senza però riuscire a trovare continuità professionale.

Le email inviate all’Università di Modena

Gli investigatori stanno approfondendo anche alcuni messaggi inviati nel 2021 a un indirizzo dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Nelle email, il 31enne manifestava rabbia e frustrazione per la situazione lavorativa, utilizzando in alcuni passaggi toni offensivi e riferimenti religiosi.

Dopo quei messaggi, l’ateneo aveva segnalato l’episodio alle forze dell’ordine.

Nessun legame con gruppi estremisti

Al momento, secondo quanto emerso dalle indagini, non risultano collegamenti dell’uomo con ambienti islamici radicali o organizzazioni estremiste.

Gli inquirenti ritengono che gli elementi emersi finora non siano sufficienti a delineare un movente religioso strutturato, ma rappresentino piuttosto possibili segnali di un forte disagio personale e psicologico.

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