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Monica Cirinnà

Monica Cirinnà sfida il giudice: “Voglio i 24mila euro trovati nella cuccia del cane”

Pubblicato il 5 Agosto, 2022


Era stato il giallo dell’estate scorsa: i 24mila euro in banconote da 500 ritrovati in una cuccia di cane nell’azienda agricola della senatrice Pd Monica Cirinnà a Capalbio, in provincia di Grosseto.

Un malloppo ritrovato per caso fra le assi abbandonate in un angolo dei cento ettari di proprietà della senatrice e di suo marito Esterino Montino, anch’egli Pd, ex senatore e da nove anni sindaco di Fiumicino.

Adesso è al centro di una disputa legale: la senatrice ha chiesto la restituzione delle 48 banconote da 500 euro, perché ritrovate nella sua proprietà, con il fine di destinarli all’associazione antiviolenza Olymbia De Gouges.

Un nuovo capitolo si aggiunge alla vicenda del ritrovamento della somma di danaro e della successiva archiviazione chiesta dal pubblico ministero che non aveva ravvisato alcun reato a carico dei due coniugi Dem.

Attraverso il suo avvocato Giovanni Gori la senatrice ha chiesto al Gip di “disporre la restituzione” della somma in suo favore, opponendosi alla confisca chiesta dal pm.

“Ai sensi dell’articolo 932 del codice civile il tesoro, inteso come qualunque cosa mobile di pregio di cui nessuno può provare d’essere proprietario, appartiene – si legge nell’istanza della Cirinnà – al proprietario del fondo in cui si trova”.

Secondo il provvedimento del 20 giugno scorso redatto dal giudice delle indagini preliminari di Grosseto, “la richiesta di restituzione della Cirinnà non può essere accolta, poiché opera in questo caso la disciplina delle cose ritrovate”. “Esso spetta solo per metà al proprietario del fondo – spiega il magistrato – e per metà al ritrovatore: in questo caso, a Fabio Montino e all’operaio Fabio Rosati, per la quota di un quarto ciascuno”.

Si attendono ora nuove mosse delle parti in causa mentre la somma di denaro resta sotto sequestro.