Pubblicato il 11 Febbraio 2025
Infuriano le polemiche sulla decisione del comune per le famiglie morose. Secondo la sindaca, Silvia Chiassai Martini, (nella foto d’apertura) “Non c’è alcuna novità viene applicato, come è doveroso fare ogni anno, il regolamento. Il vecchio regolamento – spiega – addirittura prevedeva l’interruzione immediata della somministrazione del pasto in caso di morosità. La sua mancata applicazione aveva portato a ‘ereditare’ un buco di bilancio di 500.000 euro a danno della collettività“.
Alunni a pane e olio: infuriano le polemiche
Pane e olio per i bambini le cui famiglie sono morose nel pagamento del servizio al Comune; il provvedimento fu proposto per la prima volta nel 2017, dopo l’elezione della giunta della sindaca Silvia Chiassai Martini nel 2016.
La decisione fu al centro di furiose polemiche, diventando un caso nazionale ma, non è mai stata abrogata. Per quest’anno scolastico, denuncia il Pd locale, è entrata in vigore 7 giorni fa con un piatto di pane e olio per i bimbi i cui genitori non hanno pagato la retta al Comune. “Una scelta vergognosa – denuncia il Pd di Montevarchi tramite una nota stampa – che umilia i più piccoli”.
“È inammissibile – si legge ancora online – che l’amministrazione comunale non abbia ancora modificato un regolamento che di fatto discrimina i più piccoli in un luogo deputato all’educazione e alla formazione degli uomini e delle donne del domani”.
La prima cittadina di Montevarchi, (centrodestra) bolla le polemiche delle opposizioni di centrosinistra come pretestuose: “Il vecchio regolamento – spiega – addirittura prevedeva l’interruzione immediata della somministrazione del pasto in caso di morosità. La sua mancata applicazione aveva portato ad ereditare un buco di bilancio di 500.000 euro a danno della collettività, generando una situazione in cui chi pagava veniva considerato poco furbo perché, tanto, il Comune non controllava. A quanto pare per il Pd è cosa normale fare un danno economico ad un ente e non far rispettare le regole. Per me no”.
La sindaca replica con una nota ai commenti del Pd regionale della Toscana e dell’assessore toscano all’Istruzione Alessandra Nardini accusando quest’ultima di “fare propaganda politica sui bambini”.
La nota della sindaca
“Otto anni fa siamo intervenuti e abbiamo introdotto un sistema attraverso il quale le famiglie hanno un mese durante il quale il Comune garantisce comunque il pasto anche se il genitore è moroso – spiega Chiassai Martini – In questo periodo la famiglia riceve sollecitazioni continue da parte dell’ente tramite telefonate, e-mail e messaggi dove si invita a regolarizzare il pagamento del servizio mensa, altrimenti come da regolamento, al 31/o giorno di morosità si passa al pasto sostitutivo, deciso dalla dietista”.
E ancora: “Quest’anno abbiamo aspettato cinque mesi da inizio dell’anno scolastico per essere elastici, ma si è giunti ad un’insolvenza di 85.000 euro, che in prospettiva avrebbe raggiunto una cifra ancora più critica”. Siamo quindi intervenuti sollecitando le famiglie al pagamento e questo ha portato ad una riduzione immediata dell’insolvenza, che da 85.000 euro è scesa a 6000 euro. Tra i morosi c’è chi ha accumulato debiti addirittura per 2 o 3.000 euro e ricordo che diamo la possibilità di rateizzare i pagamenti. Invito chi contesta la norma del regolamento vigente a proporre un’alternativa attuabile ed efficace”, conclude la nota della sindaca Silvia Chiassai Martini.

