Pubblicato il 20 Marzo 2024
Recentemente, a Napoli si è verificato un evento drammatico. Vida Shahvalad, una giovane di 21 anni proveniente dall’Iran e giunta in Italia per frequentare l’università, è stata coinvolta in un tragico incidente: insieme al suo compagno Vincenzo Nocerino, 24 anni, ha perso la vita a causa dell’inalazione dei gas di scarico del veicolo in cui si trovavano, all’interno di un garage a Secondigliano.
SPUNTA UN RETROSCENA
Vida Shahvalad, una giovane di 21 anni, e il suo compagno Vincenzo Nocerino, di 24 anni, hanno perso la vita a causa dell’inalazione dei gas di scarico del veicolo mentre si trovavano all’interno di un garage a Secondigliano. Secondo quanto riportato da The social post, la sera precedente alla tragedia i due giovani erano tornati da una festa a Caserta. Dopo essere giunti a Napoli, si erano appartati in macchina cercando un momento di intimità, lasciando il motore acceso per scaldarsi. Inizialmente si era ipotizzata la possibilità di un gesto suicida, ma sembra che si sia trattato di una terribile fatalità. Pare che i due ragazzi abbiano sottovalutato il pericolo di tenere il motore acceso, addormentandosi e non risvegliandosi mai più dopo aver respirato le emissioni di monossido di carbonio.
UN RETROSCESA INQUIETANTE
Il 7 Marzo 2024, il giorno dopo il ritrovamento dei corpi dei due giovani, Vida Shahvalad e Vincenzo Nocerino, una trasmissione televisiva iraniana ha trasmesso un reportage che ha dipinto Vida come una giovane donna dal comportamento “leggero”, compromettendo la sua reputazione. In seguito a questo evento, Ahmad Bahramzadeh, un 28enne iraniano che studia odontoiatria a Pisa e amico di Vida Shahvalad, ha deciso di lanciare un appello per ripristinare l’onore della giovane tragicamente scomparsa.
Una rappresentazione che ha arrecato dolore ai parenti della vittima, i quali non sono ancora riusciti a ottenere il trasporto della salma nel loro Paese a causa delle restrizioni imposte dalla Polizia morale iraniana. Questo ha spinto Ahmad a diffondere il suo messaggio, che è stato anche sostenuto da Alfredo, il padre di Vincenzo: “Era come una figlia per me. Quando li ho trovati erano vestiti. Non è giusto che sia stata infangata e denigrata dalla stampa nel suo Paese. La sua famiglia ora sta vivendo una tragedia nella tragedia, aiutiamoli”.
Immagine di repertorio

