Pubblicato il 7 Marzo 2026
A tredici anni dalla morte si rafforza l’ipotesi di omicidio
A tredici anni esatti dalla morte di David Rossi, avvenuta il 6 marzo 2013, prende finalmente consistenza l’ipotesi dell’omicidio. Questa svolta deriva dal lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta bis e dall’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Siena, al momento classificato come modello 45, quindi senza ipotesi di reato né persone indagate.
Nel frattempo è stato realizzato anche un video di ricostruzione tramite Intelligenza Artificiale, che mostra i possibili momenti che avrebbero preceduto la morte dell’ex responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena.
La relazione intermedia della Commissione, approvata all’unanimità martedì scorso (con l’assenza dei rappresentanti di Pd e Avs) e presentata proprio a Siena, parla esplicitamente della presenza di “prove tangibili”.
Secondo Carolina Orlandi, figlia della compagna di Rossi, questa nuova fase rappresenta un punto di svolta: “Per la prima volta abbiamo speranza”.
Le nuove perizie: escluso il suicidio
David Rossi precipitò dalla finestra del suo ufficio nella sede storica del Monte dei Paschi, Rocca Salimbeni.
Il presidente della Commissione parlamentare, Gianluca Vinci, ha dichiarato che gli ultimi accertamenti hanno portato a una conclusione importante: “Grazie alle due perizie depositate abbiamo individuato prove concrete che escludono definitivamente il suicidio”.
Ora l’obiettivo è proseguire le indagini per individuare il movente e i responsabili.
Le nuove analisi sono state realizzate dal tenente del RIS dei Carabinieri Adolfo Gregori e dal medico legale Robbi Manghi, e sono state trasmesse alla Procura di Siena.
Secondo la loro ricostruzione, basata sulla dinamica della caduta e sulle ferite riscontrate sul corpo, Rossi sarebbe stato aggredito all’interno del suo ufficio. Da lì sarebbe nata una colluttazione, al termine della quale il manager sarebbe stato sospeso dalla finestra nel corso di una minaccia degenerata tragicamente.
Il video con l’Intelligenza Artificiale e i dubbi sulla versione del suicidio
Per supportare questa ricostruzione è stato presentato un video realizzato con l’Intelligenza Artificiale che mostra la possibile sequenza dell’aggressione e della colluttazione nell’ufficio di Rossi.
Durante la presentazione, il presidente della Commissione ha anche messo in discussione alcuni elementi che in passato avevano sostenuto la tesi del suicidio. Tra questi:
- i fazzoletti con tracce di sangue trovati nel cestino
- alcuni biglietti strappati indirizzati alla compagna
Secondo la Commissione, questi oggetti potrebbero risalire a due giorni prima della morte, collegandosi a un episodio precedente: una email inviata da Rossi all’allora direttore generale di Mps, Fabrizio Viola, in cui scriveva: “Stasera mi suicido, sul serio. Aiutatemi!”
Un altro elemento ritenuto sospetto riguarda la scomparsa della cravatta di Rossi, che secondo alcune ipotesi potrebbe essere stata utilizzata per cancellare tracce di sangue nel luogo dell’aggressione.
I legali della famiglia chiedono l’indagine per omicidio
Gli avvocati della famiglia chiedono ora un passo deciso da parte della magistratura.
Secondo l’avvocato Paolo Pirani, la Procura di Siena dovrebbe aprire formalmente un’indagine per omicidio, superando la fase preliminare del fascicolo senza ipotesi di reato.
Il legale Carmelo Miceli ha ribadito la stessa posizione: non è più il momento di discutere come sia morto Rossi, ma piuttosto chi lo abbia ucciso.
I familiari chiedono inoltre che le indagini vengano affidate a una polizia giudiziaria esterna all’ambiente senese, per garantire la massima imparzialità.
Il ricordo nel tredicesimo anniversario
Prima della presentazione pubblica della relazione, i membri della Commissione e i familiari di Rossi si sono recati al cimitero per deporre una corona di alloro sulla sua tomba, nel giorno del tredicesimo anniversario della morte.
Carolina Orlandi ha spiegato il significato particolare di questo momento: “È forse il primo anniversario in cui sentiamo davvero le istituzioni dalla nostra parte. Per anni il dolore è stato doppio: ogni 6 marzo ricordavamo la perdita di David e allo stesso tempo vedevamo negata la verità. Oggi finalmente si parla di omicidio con prove scientifiche. Per la prima volta sentiamo di avere di nuovo un po’ di speranza”. Fonte: Ansa

