Pubblicato il 28 Luglio 2026
Gli esami escludono l’ipotesi iniziale del Clostridium difficile
Arrivano i primi risultati sulla morte di Alessio Pio, il bambino di un anno e mezzo deceduto il 22 luglio nell’ospedale di Catanzaro, dopo il trasferimento dalla struttura sanitaria di Vibo Valentia.
Secondo quanto emerso dall’autopsia eseguita dalla professoressa Isabella Aquila, direttrice della Medicina legale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Dulbecco di Catanzaro, il decesso sarebbe stato provocato da una meningoencefalite causata da HHV-6, il virus responsabile della sesta malattia, associata successivamente a una batteriemia da Staphylococcus aureus.
Gli accertamenti hanno invece escluso il Clostridium difficile come causa principale della morte, ipotesi che era stata valutata nelle prime fasi dell’indagine.
La ricostruzione della malattia: infezione progressiva fino alla sepsi
Gli accertamenti medico-legali hanno evidenziato un quadro clinico complesso, caratterizzato dalla presenza di più fattori che avrebbero portato al rapido peggioramento delle condizioni del bambino.
Secondo la relazione, l’infezione da HHV-6 avrebbe provocato una grave meningoencefalite, mentre la successiva diffusione dello Staphylococcus aureus nel sangue avrebbe determinato ulteriori complicazioni.
Il batterio avrebbe infatti causato una grave polmonite bilaterale e una miocardite, evolvendo poi in sepsi e insufficienza multiorgano, fino al decesso.
L’ipotesi di una riduzione delle difese immunitarie
Nella valutazione della professoressa Aquila viene indicato come altamente probabile che un’iniziale fase di gastroenterite abbia contribuito ad aggravare la situazione.
La gastroenterite sarebbe stata collegata principalmente a Escherichia coli e, in misura minore, al Clostridium difficile, senza però evidenza della presenza della relativa tossina.
Secondo gli esperti, questa prima infezione potrebbe aver provocato un indebolimento della risposta immunitaria del bambino, creando condizioni favorevoli alla progressione dell’infezione da HHV-6.
Il virus avrebbe quindi superato la barriera ematoencefalica, provocando una forma grave di meningoencefalite, evento considerato possibile dalla letteratura scientifica ma raro nei casi legati all’HHV-6.
Il batterio Staphylococcus aureus e il peggioramento finale
Nel quadro già compromesso, lo Staphylococcus aureus avrebbe avuto la possibilità di diffondersi nell’organismo, causando un’infezione sistemica.
Gli effetti principali sarebbero stati:
- batteriemia generalizzata;
- miocardite;
- polmonite bilaterale;
- sepsi diffusa con insufficienza di più organi.
Gli esami microbiologici definitivi saranno comunque fondamentali per completare il quadro e confermare tutti gli elementi emersi dall’autopsia.
L’inchiesta passa alla Procura di Vibo Valentia
La Procura di Catanzaro ha trasmesso il fascicolo ai colleghi di Vibo Valentia, dopo aver rilevato che non sarebbero emersi elementi critici nella gestione sanitaria dell’ospedale di Catanzaro, dove il bambino è deceduto.
L’indagine proseguirà quindi nel Vibonese, territorio in cui dovrà essere ricostruita l’origine del processo infettivo e verificata la sequenza degli eventi che hanno portato alla tragedia.
Controlli sui bambini dello stesso asilo
La vicenda ha coinvolto anche altri bambini che frequentavano lo stesso asilo di Alessio Pio.
Alcuni piccoli avevano manifestato sintomi simili ed erano stati accompagnati in ospedale, ma per fortuna il decorso clinico è stato differente.
Complessivamente, 38 bambini che frequentavano la stessa struttura sono stati inseriti nei programmi di sorveglianza delle autorità sanitarie, con l’obiettivo di monitorare la situazione e prevenire nuovi casi.

