Pubblicato il 19 Maggio 2026
L’accusa shock dopo mesi di indagini
Colpo di scena nell’inchiesta sulla morte di Isak Andic, storico fondatore del marchio di moda Mango, deceduto il 14 dicembre 2024 durante un’escursione sul monte Montserrat, in Catalogna.
La polizia catalana ha infatti arrestato oggi il figlio maggiore, Jonathan Andic, con l’accusa di omicidio. L’uomo aveva sempre sostenuto la tesi dell’incidente, parlando di una caduta accidentale del padre.
La ricostruzione della tragedia a Montserrat
Isak Andic, 71 anni, è morto mentre si trovava in escursione a Montserrat insieme al figlio maggiore, unico accompagnatore in quella giornata. Secondo le ricostruzioni, l’imprenditore sarebbe precipitato da un’altezza superiore ai 100 metri.
In un primo momento gli investigatori avevano ipotizzato un incidente, ma nel corso delle settimane alcuni elementi hanno spinto gli inquirenti a rivedere questa versione.
Le incongruenze e gli elementi sospetti
A far scattare la svolta sarebbero state le contraddizioni nelle dichiarazioni del figlio e un sopralluogo effettuato da Jonathan Andic nel luogo dell’incidente pochi giorni prima della tragedia.
Gli investigatori hanno inoltre evidenziato che tra padre e figlio esistevano tensioni familiari, soprattutto legate al ruolo di guida dell’azienda. Isak Andic aveva infatti ceduto la gestione del gruppo al figlio nel 2014, per poi fare un passo indietro l’anno successivo.
Jonathan Andic sarà ora trasferito a Martorell, nei pressi di Barcellona, dove comparirà davanti al giudice per l’interrogatorio in qualità di sospettato.
L’eredità e la battaglia familiare dopo la morte
Alla scomparsa del fondatore di Mango è seguita anche una complessa vicenda ereditaria tra la moglie e i figli.
L’imprenditore, considerato l’uomo più ricco della Catalogna con un patrimonio stimato in circa 4,5 miliardi di euro, avrebbe lasciato alla compagna una somma di circa 5 milioni di euro, ritenuta insufficiente dalla donna, che aveva richiesto fino a 70 milioni.
Dopo lunghe trattative, le parti sarebbero arrivate a un accordo preliminare per una divisione complessiva di circa 30 milioni di euro, chiudendo almeno in parte una vicenda familiare già segnata da forti tensioni.

