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Morte di Satnam Singh: per Antonello Lovato condanna a 16 anni

Antonello Lovato è stato condannato a 16 anni per l’omicidio volontario con dolo eventuale di Satnam Singh. La Corte d’Assise di Latina conferma l’impianto della Procura

Pubblicato il 9 Luglio 2026

Una sentenza che può assumere il valore di un simbolo, come lo sono diventati in questi anni il nome e il volto di Satnam Singh. La Corte d’Assise del Tribunale di Latina ha riconosciuto Antonello Lovato, 40 anni, di Latina, colpevole di omicidio volontario con dolo eventuale, confermando l’impianto accusatorio sostenuto dalla Procura. La pena stabilita è di 16 anni di reclusione.

Il verdetto è arrivato dopo oltre cinque ore di camera di consiglio. In aula, al momento della lettura della sentenza da parte del presidente Mario La Rosa, c’erano i familiari dell’imputato, i sindacalisti, i sindaci di Latina e Cisterna, diversi avvocati e Soni, la compagna del bracciante. L’attesa si è conclusa poco prima delle 19.30, dopo una giornata segnata dalle repliche del procuratore aggiunto Luigia Spinelli e di alcune parti civili.

Il nodo del processo: il dolo eventuale

Il punto centrale del processo è stato la qualificazione giuridica del reato. Il confronto tra accusa e difesa si è concentrato soprattutto sul dolo eventuale, ritenuto dalla Procura l’elemento decisivo per configurare l’omicidio volontario.

Secondo l’accusa, Lovato avrebbe accettato consapevolmente il rischio della morte del bracciante. La difesa, invece, ha sostenuto la tesi dell’omicidio colposo, affermando che l’imputato si sarebbe allontanato nella convinzione che fossero stati chiamati i soccorsi.

Le dichiarazioni spontanee dell’imputato

Prima delle arringhe difensive, Antonello Lovato ha chiesto di rendere dichiarazioni spontanee, come aveva già fatto all’apertura del dibattimento. In aula si è presentato con i capelli corti, giacca e camicia, apparendo provato e teso, ma con un atteggiamento composto.

«Sono certo di non aver voluto la morte di Satnam, credo nella giustizia e credo in questa Corte», ha detto rivolgendosi ai giudici. Lovato ha poi parlato delle conseguenze personali della vicenda: «Ho sentito troppe falsità sulla mia persona, la mia vita si stava spegnendo, sono andato da uno psichiatra e l’arresto per me è stato il buio. Mi hanno strappato dalla mia famiglia, tutti volevano il tuo arresto mi hanno detto i carabinieri».

La sentenza della Corte d’Assise

La Corte d’Assise ha riconosciuto Lovato colpevole di omicidio volontario con dolo eventuale, condannandolo a 16 anni di carcere. La decisione conferma la qualificazione giuridica sostenuta dall’accusa e respinge la ricostruzione difensiva che puntava sull’omicidio colposo.

Al centro della vicenda resta l’abbandono del bracciante dopo l’incidente. Come emerso nel processo, Satnam Singh non sarebbe stato trattato come una persona, ma come un problema da cui liberarsi.

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