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Morto dopo cinque giorni di agonia al Sant’Eugenio: Carmine era rimasto ustionato nell’esplosione di una palazzina

Carmine Sirica, infermiere di 54 anni, è morto al Sant’Eugenio di Roma cinque giorni dopo l’esplosione che aveva devastato un appartamento a Cassino. Resta gravissima la compagna Katia Adinolfi

Pubblicato il 29 Agosto 2026

Cinque giorni trascorsi nel reparto Grandi Ustionati, con un quadro clinico disperato e i medici impegnati nel tentativo di salvarlo. Carmine Sirica è morto a 54 anni al Sant’Eugenio di Roma, dove era ricoverato dopo la violenta esplosione che il 24 agosto aveva devastato l’appartamento in cui viveva a Cassino, in via Guado Santa Maria.

L’infermiere, residente nella città martire e originario di San Valentino Torio, in provincia di Salerno, aveva riportato ustioni su circa il 90% del corpo. Le sue condizioni non sono migliorate fino al decesso.

Resta gravissima la compagna Katia

Nella stessa esplosione era rimasta ferita anche la compagna Caterina “Katia” Adinolfi, 40 anni, operatrice socio-sanitaria originaria di Nocera Superiore.

La donna aveva riportato ustioni su circa il 70% del corpo ed era stata trasferita insieme a Carmine al Centro Grandi Ustionati del Sant’Eugenio. Resta ricoverata in condizioni gravissime, mentre proseguono le cure.

L’esplosione che ha devastato l’appartamento

Come riportato dalla collega Angela Nicoletti, la deflagrazione si era verificata intorno alle 8.45 del 24 agosto, interessando un appartamento all’ultimo piano di una palazzina di via Guado Santa Maria. L’esplosione aveva provocato il crollo di parte della struttura e del tetto.

Carmine e Katia erano stati investiti in pieno dalla deflagrazione. Tra i primi a raggiungere l’edificio c’erano stati Condé Mamady, 20 anni, e Diao Aliou, 29, due giovani lavoratori che si trovavano nelle vicinanze.

Dopo aver attraversato i binari della Roma-Napoli, i due erano entrati nella palazzina riuscendo a portare fuori Carmine e Katia. Erano poi tornati nell’edificio per cercare altre persone, mettendo in salvo anche un anziano rimasto nella propria abitazione.

L’inchiesta sulla possibile fuga di gas

Sulle cause della tragedia sono in corso gli accertamenti. L’ipotesi principale è quella di una fuga di gas, ma dovrà essere confermata dalle verifiche tecniche.

La Procura di Cassino ha aperto un fascicolo contro ignoti. Carabinieri e Vigili del Fuoco stanno ricostruendo la dinamica della deflagrazione e verificando le condizioni dell’impianto, oltre agli aspetti relativi alle caratteristiche e alla destinazione dell’immobile.

Dopo la morte di Carmine Sirica, gli accertamenti dovranno chiarire l’origine dell’eventuale fuga, la presenza di possibili anomalie e le eventuali responsabilità, mentre al Sant’Eugenio continua la battaglia dei medici per salvare Katia Adinolfi.

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