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È morto il reverendo Jesse Jackson, simbolo storico dei diritti civili

Pubblicato il 17 Febbraio 2026

Aveva 84 anni: l’annuncio della famiglia

Il reverendo Jesse Jackson, tra le figure più rappresentative del movimento per i diritti civili negli Stati Uniti, è morto martedì all’età di 84 anni. A darne notizia è stata la sua famiglia attraverso un comunicato ufficiale, ripreso dai media americani.

Ministro battista, attivista instancabile e due volte candidato alla presidenza degli Stati Uniti, Jackson ha dedicato la sua vita alla lotta contro le discriminazioni e alla difesa delle comunità più vulnerabili.

Il ricordo dei familiari: “Una guida per gli oppressi”

Nel messaggio diffuso dopo la sua scomparsa, i familiari hanno sottolineato la dimensione pubblica e morale del suo impegno:
“Nostro padre è stato un leader al servizio della comunità, non solo della nostra famiglia, ma degli oppressi, dei senza voce e degli emarginati in tutto il mondo”, si legge nella nota.

Parole che riassumono una vita spesa per la giustizia sociale e l’uguaglianza, ben oltre i confini degli Stati Uniti.

Dalle origini nel Sud alla ribalta nazionale

Nato a Greenville, nella Carolina del Sud, Jackson emerse sulla scena pubblica durante la stagione cruciale del movimento per i diritti civili negli anni Sessanta.

Fu al fianco di Martin Luther King Jr. nelle grandi manifestazioni che segnarono un’epoca, contribuendo a rendere più forte e visibile la battaglia contro la segregazione razziale.

Con la sua voce potente e la sua leadership carismatica, Jesse Jackson è diventato uno dei volti più riconoscibili della lotta per i diritti civili, lasciando un’eredità destinata a restare nella storia americana. Foto: wikipedia

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