Pubblicato il 2 Agosto 2026
La storia di Mattia e la lunga battaglia della famiglia
È morto Mattia Maestri, il bambino di Coredo, in Trentino, che dal 2017 viveva in uno stato vegetativo permanente dopo aver consumato un formaggio prodotto con latte crudo contaminato dal batterio Escherichia coli.
La notizia della sua scomparsa è stata comunicata dal padre, Giovanni Battista Maestri, attraverso il quotidiano Il T. In un messaggio di ringraziamento, il genitore ha scritto: “Il nostro Mattia ci ha lasciato e a nome suo vi ringrazio per aver contribuito a rendere meno dolorosa la sua scomparsa”.
La vicenda giudiziaria e il riconoscimento delle responsabilità
La vicenda aveva avuto anche un importante seguito giudiziario. Una sentenza della Corte di Cassazione aveva confermato il legame tra il consumo del prodotto contaminato e le gravi conseguenze subite dal bambino, rendendo definitive le condanne per lesioni colpose nei confronti di due responsabili di un caseificio.
Il caso di Mattia aveva attirato l’attenzione sul tema della sicurezza alimentare e sui rischi legati ad alcuni prodotti realizzati con materie prime non sottoposte ai necessari trattamenti.
L’impegno del padre per sensibilizzare i consumatori
Dopo quanto accaduto alla sua famiglia, Giovanni Battista Maestri aveva fondato un’associazione di consumatori dedicata alla sensibilizzazione sui rischi connessi ai prodotti alimentari potenzialmente pericolosi.
Attraverso questa iniziativa, il padre di Mattia aveva portato avanti un’attività di informazione per aumentare la consapevolezza dei cittadini sulla sicurezza degli alimenti e sulla prevenzione dei rischi legati alla contaminazione.

