Pubblicato il 12 Aprile 2023
“Cara Maria, la mia salute è buona, perciò non devi essere in pensiero per me. Spero di poter avere presto tue notizie che spero siano buone. Con l’occasione ti invio gli auguri per il Natale. Baci affettuosi”.
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Nel novembre del 1943 scrisse a sua moglie da un campo di prigionia nei pressi di Berlino, ma la lettera non giunse mai a destinazione. Quella stessa missiva, di cui si erano perse le tracce, è stata recapitata nei giorni scorsi, dopo 80 anni.

La lettera fu spedita da uno dei campi di prigionia tedeschi Kriegsgefangenenlager (Kgfl).
La storia arriva da Mottola, nel tarantino, ed è il sindaco della cittadina, Giampiero Barulli, a raccontarla sui social, allegando l’immagine della lettera.

“È il 1943. C’è la guerra – afferma il primo cittadino – e tutti i ragazzi sono al fronte a combattere. Tra di loro c’è Pasquale, soldato mottolese. È in un campo di prigionia nei pressi di Berlino e scrive una lettera a sua moglie Maria, rassicurandola sulle sue condizioni di salute. La lettera, però, non arriva a destinazione”.
Pasquale, invece, “torna incolume dalla guerra e vive serenamente con la moglie crescendo tre figli”.
“Passano 80 anni – aggiunge Barulli – e incredibilmente qualche giorno fa quella lettera arriva in Comune. Spedita da un signore di Firenze e subito consegnata alla figlia di Pasquale, che legge con grande commozione le dolci parole del padre. Altri tempi, altre vite”.
“Ma un filo, quello del destino – commenta il primo cittadino – che lega e riannoda tutto, persone, storie e ricordi”.

